MIRACOLOSO agg.

0.1 miracholosa, miracolosa, miracolose, miracolosi, miracoloso, miraculosa, miraculose, miraculosi, miraculoso, miraculusi, miraculuso, miraculusu; a: miraculoxa.

0.2 Lat. mediev. miraculosus (Nocentini s.v. miracolo).

0.3 Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.): 1 [9].

0.4 In testi tosc.: Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Dante, Convivio, 1304-7; Guido da Pisa, Fiore di Italia, a. 1337 (pis.); Ricette di Ruberto Bernardi, 1364 (fior.); Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.); f Laude corton. (Triv.), XIV/XV.

In testi sett.: Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.); Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.); a Legg. ss. Piero e Polo, c. 1370 (venez.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.).

0.7 1 Che trascende l'ordine naturale destando meraviglia e stupore. 2 Che è l'effetto di un miracolo. 2.1 [Rif. a Cristo:] che compie miracoli. 2.2 [Di un luogo:] in cui è avvenuto un miracolo. 3 Estens. [Con valore iperbolico:] fuori dal comune o dall'ordinario.

0.8 Diego Dotto 29.11.2016.

1 Che trascende l'ordine naturale destando meraviglia e stupore.

[1] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 9.2, pag. 756: De lo castore audito aggio contare / una miraculosa maravellia...

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 29, pag. 503.12: Cioè l'appoggio, che l'uno facea a l'altro, si tolse via, [e] ciascuno, non a Virgilio, ma a l'Autore, come a caso miracoloso, si volse, e gli altri che l'udirono...

[3] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 1, cap. 6, pag. 65.16: Raccontamento convenevole al proponimento nostro è trattare delli prodigii, cioè miracolosi segni, e quali prosperevoli e quali avversi avvenuti sono. || Cfr. Val. Max., I, 6, praef.: «Prodigiorum».

[4] Guido da Pisa, Fiore di Italia, a. 1337 (pis.), cap. 21, pag. 54.16: E questa era cosa miraculosa che al sole si disfacea ed al fuoco indurava...

[5] f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa [I.8.ext.18], pag. 30v.5: la natura umana non potrebbe rendere ragione di queste cose miracolose, ma quelle cose sono miracolose e miracoli si tengono de le quali non si puote rendere ragione. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[6] f Eneide compil. (II, L. VII-XII), XIV pm. (fior.), L. IX, pag. 104.32: Poi (miracolosa meraviglia!) divenne ch'elle si rendono altretante facce di vergini e sono menate per lo mare, tante quante ferrate navi erano prima state ne' porti. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Aen., IX, 120: «mirabile monstrum».

[7] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 2, 31-45, pag. 49.19: dunqua fo cosa sopra natura e miraculosa che altramente non potea essere.

[8] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 3, pag. 65.36: parea che la forza se le mancasse e lo sblandore grandissimo de quella miracolosa preta, quanto plu se le metteva davanze a li ochy, tanto plu lo stordeva e mancavale de la forza, e lo drahone puro lo geva sfugendo per no lo vedere.

- [Rif. a un essere animato].

[9] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 2, cap. 2, pag. 74.14: Adonqua è mestieri ch'elli predichi miraculi e cose fore rascione, e losénchili, e vegna con uno suo mostro miraculoso, lo magiure che possa èssare, lo quale paia mezzo uno de questi vilani e mezzo una de le loro bestie...

[10] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 3, pag. 223.25: nelle quali abita la crudele Celeno e le Arpíe, delle quali niuna miracolosa cosa è più trista a vedere nè niuna pistolenzia è più crudele. || Cfr. Aen., III, 214: «monstrum».

[11] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 5, cap. 3, pag. 360.17: Costui diede ajutorio a' figliuoli d' Ercole; e ciò che in qualunque luogo fu miracoloso o fellone, colla virtude de l' animo e con la forza della mano destra menimò. || Cfr. Val. Max., V, 3.ext., 3: «ubique monstri aut sceleris fuit».

[12] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 313, pag. 742.14: Del qual toro la donna, ingravidata, parturì uno miraculoso animale mezzo uomo e mezzo toro, chiamato Minotaoro.

2 Che è l'effetto di un miracolo.

[1] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 3, cap. 21, pag. 106.17: Ma - diche sanctu Gregoriu - non è da meravillare si li amichi de Deu potinu operare cose miravillusi standu vivi in carne, ca le ossa sulamente de li amichi de Deu operanu virtuti»: e de zo cunta illu unu tale exemplu miraculusu.

[2] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 1528, pag. 393, col. 2: Co lloro gio gran gente, / femene spetialmente, / che giano per vedere / se nci devea apparire / qualche nova cosa / per lei miraculosa.

[3] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 21, vol. 2, pag. 337.35: E generalmente, come esso Cristo disse, le opere miracolose, che egli facea, gli rendevano testimonianza.

[4] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 1, 9, pag. 22.18: La matina per tempo lo frar dise ogna cossa al so abado e a li monaci, mostrando lo miracoloso indicio de la faça sua...

[5] Stat. sen., 1356-68, pag. 1.7: Imperciochè noi siamo per la gratia di Dio manifestatori agli uomini grossi che non sanno lectera, de le cose miracolose operate per virtù et in virtù de la santa fede...

[6] a Legg. ss. Piero e Polo, c. 1370 (venez.), 35, pag. 58.17: La terça si è la miraculoxa conversion e perçò se dixe eleto mirabele, perché miraculoxamente el fo eleto e converso.

[7] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 7, par. 1, vol. 1, pag. 98.10: Comu cui la manna, miraculusu cibu, non prindia secundu lu divinu cumandamentu, peccava...

- [Con valore predicativo:] per l'effetto di un miracolo.

[8] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 79.26, pag. 326: «O alma nobelissima, dinne che cose vide!». / Veio un tale non-veio, che onne cosa me ride; / la lengua m' è mozata e lo pensier m'ascide: / miracolosa side, - vive nel suo adorato».

[9] f Laude corton. (Triv.), XIV/XV, 48.126, vol. 3, pag. 188: Cristo ti [[scil. Giovanni Evangelista]] diede licentia, / per mirabele excellentia, / per divina providentia, / predisse miraculoso. || LirIO; non att. nel corpus da altre ed.

- [Rif. a un essere animato].

[10] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 7, pag. 193.7: del qual pensiero si procede in ferma oppinione che questa sia miraculosa donna di vertude.

2.1 [Rif. a Cristo:] che compie miracoli.

[1] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 8, par. 3, vol. 1, pag. 162.4: semper Deu fu incarnatu et cuniunctu cum Cristu cunchiputu et natu, cum Cristu miraculusu quandu fachia li miraculi...

2.2 [Di un luogo:] in cui è avvenuto un miracolo.

[1] a Giorgio Gucci, Viaggio, a. 1393 (fior.), cap. 13, pag. 280.3: Come salimo al monte Sinai, dove Idio diè le legge a Moisè, trovando assai divoti e santi luoghi miracolosi.

3 Estens. [Con valore iperbolico:] fuori dal comune o dall'ordinario.

[1] Ricette per lattovari, 1310 (fior.), pag. 247.5: di queste sopradette cose fanne polvere e usala in tutti li tuoi mangiari e trovera'ti miracolosa operazione e effetto.

[2] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 6, 55-72, pag. 141, col. 2.15: [[Giulio Cesare]] fe' miracolose cose in lo mundo, in so servisio foe de grandi signi...

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 10, cap. 291 rubr., vol. 2, pag. 456.9: Di miracolosa neve che venne in Toscana.

[4] Ricette di Ruberto Bernardi, 1364 (fior.), pag. 52.25: Di queste chose se fa polvere, cioè de le sopra iscrite: e usala in tuti i tuoi mangiari, e troveràti i' miracholosa operaçione in defetto.

[5] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), 45, pag. 140.16: Questi povaregli con miracolosi desideri e fervori sempre gridano Cristo, e tutti v'amano come madri e suoro...

[6] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 37, pag. 308.4: ad ipso parea de videre una ymagyne de tanta miracolosa bellecza e forma che no pareva ymagine humana, may divina pyù tosto tanto era bella.

- [Rif. a un essere animato].

[7] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 4, cap. 2, pag. 277.24: Caninio Gallo parimente si fece accusato et accusatore miracoloso, menando per moglie la figliuola di Cajo Antonio, il quale elli avea condannato, e facendo procuratore delle sue cose M. Colonio, dal quale era stato condannato. || Cfr. Val. Max., IV, 2, 6: «reum pariter atque accusatorem admirabilem».