SENATELLO s.m.

0.1 f: senatello.

0.2 Da senato, sul lat. senaculum, con cambio di suffisso.

0.3 f Valerio Massimo (red. V2), c. 1346 (tosc.): 1.

0.4 Non att. nel corpus.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 [Per trad. del lat. senaculum:] lo stesso che senacolo.

0.8 Elisa Guadagnini 18.11.2015.

1 [Per trad. del lat. senaculum:] lo stesso che senacolo.

[1] f Valerio Massimo (red. V2), c. 1346 (tosc.), L. II, cap. 1, pag. 36v.12: il senato da la prima facea suo continuo risedio in quello luogo che oggi si chiama 'senatello'... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Val. Max., II, 2, 6: «antea senatus adsiduam stationem eo loci peragebat, qui hodieque senaculum appellatur...». || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[2] Glf Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa d [II.2.6], pag. 36v.11: qui tocca de la costuma degl'antichi Romani, che sempre si conveniano in uno piccolo portico chiamato «senatello» e quivi gli trovava apparechiati colui che richiedea al consiglio. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.