SPROCCO s.m.

0.1 isbrocki, sprocchi, sproççi; x: isprochi; f: sprochi.

0.2 Longob. *sproh? || DEI s.v. sprocco, rimanda a brocco con influsso del longob. *sproh. Semmai alcuni es. potrebbero denotare un accostamento a brocco 1.

0.3 Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.); x Doc. fior., 1318-22, [1320]; A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.).

In testi mediani e merid.: Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.).

In testi sic.: Poes. an. sic., 1354 (?).

0.5 L'esito sonoro dell'es. isbrocki nella Poes. an. sic., 1354 (?), foneticamente irregolare, potrebbe dipendere dall'influsso della parola rima imbrocki o da interferenza lessicale con brocco 1.

0.6 N L'es. di Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.) potrebbe essere accostato a sbrocco 'residuo della seta derivato dalla ripulitura', a sua volta derivante da sbroccare nel signif. 'ripulire la seta dalle impurità' (cfr. GDLI s.vv. sbroccare 2; sbrocco 2); si tratterebbe dunque di un diverso lessema, all'interno di una metafora di ambito tessile non priva di riscontri nella poesia guittoniana (cfr. A.Beretta, Miri, pp. 48-51). Fanno tuttavia difficoltà, oltre alla fonetica, l'assenza di ulteriori es. antichi per questa accezione tecnica (cfr. sbroccare), la ricorrenza dell'es. in una tenzone, con rispondenza nell'altro sonetto della voce sprocchi 'vincigli' nella stessa posizione rimica (2 [1]), e infine la presenza nel ms. Laurenziano, latore dei due sonetti, delle forme isporcchi (L 280, v. 4) e sprorcchi (L 281 GuAr, v. 4, cfr. CLPIO, p. 201), con metatesi di r che allontana ulteriormente dal presunto etimo sbroccare. Ancora diversa l'interpretazione di Avalle in CLPIO, p. 849: «crediamo di palpare con mano della seta, mentre palpiamo solo degli stecchi».

Doc. esaustiva.

0.7 1 Pianta spinosa, rovo. 1.1 Oggetto metallico appuntito simile a una spina. 2 Vinciglio usato per legare oggetti (anche in contesto fig.).

0.8 Marco Maggiore 24.10.2017.

1 Pianta spinosa, rovo. || Gen. in combinazione con pruno.

[1] ? Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 207.4, pag. 251: Giudicare e veder del tutto fermo, / amico, non perten ch'ai divin occhi; / e sovente veden san' omo 'nfermo / e stimian palpar seta e palpian sprocchi... || Se non vale 'residuo della seta derivato dalla pulitura': cfr. 0.6 N.

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 26, terz. 22, vol. 2, pag. 25: Onde il Re Pier non pigliava riguardo, / perchè di pruni, e sprocchi era sì piena [[scil. un'aspra salita]], / che uscir non ne dovia il liopardo.

[3] f Il bel pome, XIV sm. (tosc.), 6.15, pag. 228: Una avea in vista e un'altra in serbianti / allo sprunar<e> fe' le volte si spesse, / che 'n pochi dì gli levai tutti quanti. / Ma poi che fue di pruni e sprochi isciolto, / la sua salita mi gravava molto.

[4] f Il bel pome, XIV sm. (tosc.), 7.2, pag. 229: Poi che dall'alber<o> dov'era l'alteçça / ebi levati tutti pruni e sprochi, / alla sua cima sempre ave[v]a gli ochi / disiderando di salir<e> l'alteça.

- Fig.

[5] Poes. an. sic., 1354 (?), 166, pag. 29: Rivolsi li mei occhi - inver la Bonitati, / fugai tutti li isbrocki - in lu meu cor ficcati; / intra mi dissi: non toki - plui di la Viritati, / nin vol ki tu ti imbrocki, - kì è for di humanitati.

[6] A. Pucci, Guerra, a. 1388 (fior.), II, ott. 26.7, pag. 208: e puossi dir, che gli uomini, e le donne / di Pisa tutti sieno abbacinati, / perocch' al naso hanno ora tanti sprocchi, / che mai tra gente alzar non debbon gli occhi.

1.1 Oggetto metallico appuntito simile a una spina.

[1] ? Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.), 9.135, pag. 517: Da li serpenti tuct' è morcecato, / e dde sproççi de ferro è ssì adornato / c' ò pertusato el dosso e lo costato... || Cfr. Bettarini, p. 709: «[sprocco] 'spino'» (con rinvio al tipo sprocco 'stecco pungente' nei dialetti versiliesi).

2 Vinciglio usato per legare oggetti (anche in contesto fig.).

[1] Poes. an. tosc., a. 1294 (2), 4, pag. 250: Alquanto scusa l'omo dicer fermo / di cosa, ch'ello palpi o veggia ad occhi: / tal e' languisce crudelment'enfermo / in altrui forza ligato con sprocchi. || Cfr. anche 0.6 N.

[2] x Doc. fior., 1318-22, [1320], pag. 365: E deono dare [[...]] per due fastella di minuti, e per isprochi da legare, e aghuti, e funi, [[...]] s. 23 d. 1 pic.

[u.r. 04.06.2018]