0.1 urla, urlado, urlando, urlano, urlante, urlar, urlare, urlarono, urlassero, urlate, urlato, urlava, urlavano, urlerà , urleranno, urlerete, urlerò, urlino, urlo, urlò, urloe, urlòe; a: urulanu.
0.2 Lat. volg. *urulare, var. dissimilata di lat. ululare (DELI 2 s.v. urlare).
0.3 Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.): 2.
0.4 In testi tosc.: Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.); Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.); Bestiario toscano, XIII ex. (pis.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.); Simintendi, a. 1333 (prat.).
In testi sett.: Giacomino da Verona, Babilonia, XIII sm. (ver.); <Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.)>.
In testi sic.: a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.).
0.5 Nota l'es. urulanu di a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.) (2 [5]), con conservazione della vocale intermedia lat., modernamente mantenuta solo nel sardo logudorese urulare (cfr. DES, vol. II, p. 564).
0.7 1 [Rif. a un lupo o a un cane:] lo stesso che ululare. 1.1 Sost. Lo stesso che ululato. 1.2 Estens. [Rif. ad altri animali:] emettere ruggiti o altri versi. 2 Estens. [Rif. a persone:] levare grida o voci lamentose. 2.1 Sost. Atto di emettere grida. 2.2 Parlare o dire ad alta voce. Estens. Declamare.
0.8 Marco Maggiore 20.10.2017.
1 [Rif. a un lupo o a un cane:] lo stesso che ululare.
[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. IV, pt. 3, cap. 30, pag. 122.8: (et) questa ène la casgione perké urla [[scil. el lupo]], acciò ke i cani sentendo lui urlare abaino, (et) per lo abaiare el lupo sente in qual parte stano le pecore per l'odito.
[2] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 57, pag. 180.3: E quando egli [[scil. il lupo]] urla, egli si mette li suoi piedi dinanzi la bocca per mostrare che sieno molti lupi.
[3] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 79, pag. 90.5: quando è 'l tempo ch'ella [[scil. lupa]] vai en chalura d'amore, deventa quasi rabbiosa, e gridando e urlando molto fortemente, tutti li lupi li quali lei odeno si vai laove lei è...
[4] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 1, cap. 9, pag. 82.17: li carubi s'udivano abbaiare come di mastini; li cani urlavano per li campi e per le vie.
[5] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 3, pag. 104.13: lo serpente verso lui acceso sibilava, gli lupi urlavano, e così ciascuno con crudele vista e volto e grida contra lui fremivano.
- [In similitudini].
[6] Giacomino da Verona, Babilonia, XIII sm. (ver.), 108, pag. 642: la testa igi à cornua e pelose le man, / et urla como luvi e baia como can.
[7] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 6.19, vol. 1, pag. 97: Urlar li fa la pioggia come cani...
[8] <Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.)>, c. 7, 22-24, pag. 207, col. 1.8: E sozunze che voltavano pexi, zoè preduni per forza, ... e dixe che urlavano ... a modo de lupi, digando l'una parte a l'altra: «perché tieni?»...
1.1 Sost. Lo stesso che ululato.
[1] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 6, par. 21, pag. 209.5: e non altramente che all'urlare d' un lupo si sogliono tutti i circustanti in uno convenire, corsero quivi li servidori...
1.2 Estens. [Rif. ad altri animali:] emettere ruggiti o altri versi.
[1] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), son. 29.3, pag. 247: Sì come la pantera per alore / comprende l'altre fiere di plagenza; / urlando lei, vi trag[g]ono a romore, / ed ella le comprende d'increscenza...
[2] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 4, vol. 1, pag. 168.4: Subitamente parve che 'l tetto si crollasse, e che le grasse lucerne ardessero, e che le case rilucano di risprendevoli fuochi, e che le false imagini delle crudeli fiere urlino.
[3] Diretano bando, XIV (tosc.), cap. 31, pag. 23.7: Li lioncelli nascono morti, et al terzo giorno vien il padre a lloro, e urla e grida tanto che lli risuscita...
2 Estens. [Rif. a persone:] levare grida o voci lamentose.
[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 3, pag. 36.24: E però bene dicie Iacomo Apostolo: «Piangiete e urlate, ricchi, e[n] le miçerie grande verrano voi». || Cfr. Gc 5, 1: «Age nunc, divites, plorate ululantes in miseriis».
[2] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 30.25: e due valenti ch' erano in su' detti cavagli andavano urlando e gridando per Roma...
[3] Filippo da Santa Croce, Deca prima di Tito Livio, 1323 (fior.), L. 5, cap. 21, vol. 2, pag. 31.5: e le donne e i fantesini piangevano e urlavano.
[4] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 9, pag. 157.26: si fendeano con l'unghie il petto, e batteansi a palma, e urlavano, a denotare il sommo dolore e tristizia, che hanno li eretici...
[5] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 71, pag. 83.20: ora in infernu planginu et cridanu et urulanu et ricordanu et dichinu: "A lassi, ki ni vali a lu presenti nostru potiri, honori, nobliça, rickiça, gioii et bubanci?
[6] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 94, S. Jacopo maggiore, vol. 2, pag. 815.25: E venendo i demoni a san Jacopo, incominciarono a urlare per l'aere entro, dicendo: "Jacopo apostolo, abbi misericordia di noi...
- Meton.
[7] a Leggenda Aurea, XIII ex. (pis.), 4, pag. 118.24: lo inferno medesmo urla e li diauli co(n) grande voce gridano.
[8] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Is 23, vol. 6, pag. 463.9: [14] Urlate, navi del mare, però che la fortezza del mare è guastata.
- Metaf.
[9] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), Zc 11, vol. 8, pag. 351.16: [2] O abete, urla, per che cadde lo cedro, però che gli magnifici sono guastati...
2.1 Sost. Atto di emettere grida.
[1] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 73.28: Et tornono i dimoni et levonno l'anima isventurata tra loro con gra[n]dissimo romore et urlare.
[2] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 11, vol. 3, pag. 4.7: e la tromba di Cibele collo enfiato corno, e' tamburi, e' rallegramenti, e l'urlare delle Bacche sonavano: le cetere feceno grande suono.
[3] a Lucano volg., 1330/1340 (prat.), L. V [Phars., V, 141-236], pag. 81.31: Allora risonoe tristo urlare nelle grandi spilonche...
2.2 Parlare o dire ad alta voce. Estens. Declamare.
[1] f Fatti de' Romani (H+R), 1313 (fior.), [Luc. V] (R) 40, pag. 373.6: Al diretano sì gridò e disse in urlando: "Ohi tu, Romano, tu non temi dela bataglia... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.
[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 63, terz. 32, vol. 3, pag. 202: Nel detto tempo, nota ciò, ch'io urlo, / Castruccio corse a Giogoli da Signa, / ed assediò appresso Monte Murlo...