SEQUELA s.f.

0.1 sequela, sequele.

0.2 Lat. tardo sequela (DELI 2 s.v. sequela).

0.3 Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.): 3.

0.4 In testi tosc.: Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.); a Simone da Cascina, XIV ex. (pis.).

In testi mediani e merid.: Stat. perug., 1342.

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. andare alla sequela 2; fare sequela 2; sequela di Cristo 2.1.

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Insieme delle circostanze, in partic. avverse, conseguenti un evento. 2 Adesione alle idee o alla condotta di qno assunto come autorità, guida, modello. Locuz. verb. Fare sequela: sostenere o favorire qno con il proprio appoggio. 2.1 [Relig.] [Con rif. al modello di Cristo e dei suoi discepoli:] adesione per fede, negli atti e nella condotta morale, all'ideale evangelico; imitazione della vita di Cristo. Sequela di Cristo. 3 Insieme delle persone che compongono il séguito o la compagnia di qno.

0.8 Irene Verziagi; Speranza Cerullo 30.09.2016.

1 Insieme delle circostanze, in partic. avverse, conseguenti un evento.

[1] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 9, cap. 39, vol. 2, pag. 65.26: E però avemo raccontato così stesamente l'origine di questo cominciamento de le maladette parti bianca e nera, per le grandi e male sequele che ne seguiro a parte guelfa e a' Ghibellini, e a tutta la città di Firenze...

[2] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 10, cap. 64, vol. 2, pag. 536.5: costui per la maturità di suoi costumi e virtù montò a questo onore [[...]]; e per tanto notato l'avemo, e per la sequela del fatto.

2 Adesione alle idee o alla condotta di qno assunto come autorità, guida, modello. Locuz. verb. Fare sequela: sostenere o favorire qno con il proprio appoggio.

[1] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 189, par. 1, vol. 2, pag. 267.18: Nulla università [[...]] ardisca [[...]] aleggere, vocare, nominare overo avere en segnore [[...]] alcuno conte, markese, cavaliere [[...]] né [[...]] ad esso dare overo concedere alcuna cosa, né ad esse sequela fare.

[2] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 10, cap. 25, vol. 2, pag. 486.13: alli intendenti parve, non essendo matti i detti nominati di sopra, sì grande tentamento dovesse avere maggiore apoggio e sequela e nel numero.

[3] f Agostino da Scarperia (?), Città di Dio, a. 1390 (tosc.), L. VIII, cap. 20, vol. 3, pag. 212.21: Adunque preclara è questa santità di Dio, il quale [[...]] non si mescola all'uomo che fugge la sequela delli demoni, e mescolasi al demonio che va cercando la decezione dell'uomo. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

- Locuz. verb. Andare alla sequela: seguire, divenire seguace (di Cristo).

[4] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 1, par. 2, vol. 1, pag. 66.16: per la claricza di la resurrecciuni di Lazaru multi andavanu a la sequela di Iesu Cristu.

2.1 [Relig.] [Con rif. al modello di Cristo e dei suoi discepoli:] adesione per fede, negli atti e nella condotta morale, all'ideale evangelico; imitazione della vita di Cristo. Sequela di Cristo.

[1] a Simone da Cascina, XIV ex. (pis.), L. 1, cap. 13, pag. 88.19: Non dico che la perfessione stia in nel lassare le ricchesse, ma nella sequela di Cristo...

3 Insieme delle persone che compongono il séguito o la compagnia di qno.

[1] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 1, vol. 1, pag. 53.29: a chò que la lur hunestati [[scil. li femini di Ruma]] non fussi tristi et horruta, ma fussi temperata da hunesta sequela, vulendu lur mariti, issi usaru di multu auru et di multa purpura. || Cfr. Val. Max., II, 1, 5: «honesto comitatis genere», ma il volgarizzatore avrà prob. letto comitatus.