SALACE agg.

0.1 salace. cfr. (0.6 N) salax.

0.2 Lat. salax, salacem (DELI 2 s.v. salace).

0.3 Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.): 1.

0.4 Att. unica nel corpus.

0.6 N L'att. è il portato di una trad. meccanica: nel volg. dell'Ars si trova il latinismo non adattato: «l'erba salax che viene da l'orto» (Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.)), a fronte di Ars am., II, 422: «herba salax» (con rif. alla rucola), con questa chiosa, prob. dello stesso volgarizzatore dell'Ars e dei Remedia: «Salax è una erba che fa rizare la verga» (Comm. Arte Am. (A), XIV pm. (pis.)).

Anche nel volgarizzamento D, di area ven., abbiamo il latinismo non adattato: «l'erba, che ha nome salax» (Arte Am. Ovid. (D), a. 1388 (ven.)), così commentato: «Et è una herba, la qual el appella salax, la qual fi dicta 'rucha' et nasce en li orti et è molto callida et fa a quella ovra» (f Commento a Ars am. (D), a. 1388 (ven.)).

0.7 1 Che eccita sessualmente.

0.8 Diego Dotto 07.12.2016.

1 Che eccita sessualmente. || Ma cfr. 0.6 N.

[1] Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), pag. 168.29: e non meno è acconcia [cosa] a schifare le salace eruche, e ciò che apparecchia li nostri corpi a Venus. || Cfr. Ov., Rem. Am., 799: «erucas [[...]] salaces».