TEMPERAMENTO s.m.

0.1 temperamento, temperamentu, tenperamento.

0.2 Lat. temperamentum (Nocentini s.v. temperare).

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Albertano volg., 1275 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Lett. sen., XIII u.v.; Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

In testi mediani e merid.: Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.); Regimen Sanitatis, XIII/XIV (napol.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. temperamento di difesa non colpevole 1.1; temperamento di non colpata difesa 1.1; temperamento di non incolpato difendimento 1.1.

0.7 1 Dominio razionale sugli impulsi, sugli eccessi e in partic. sui desideri materiali in quanto giusto mezzo. [Specif.:] il regolare comportamenti, azioni o sensazioni secondo un principio di misura e convenienza. 1.1 [Dir.] [Nel diritto canonico:] diritto a difendersi da un'offesa subita secondo una giusta proporzione. Temperamento di difesa non colpevole, di non colpata difesa, di non incolpato difendimento. 1.2 [In partic.:] alleviamento di un'afflizione fisica o morale. 2 [Filos.] Equilibrio delle qualità sensibili primarie della materia (caldo, freddo, umido e secco). [Anche:] azione regolatrice che produce tale equilibrio. 2.1 [Filos.] [Med.] [In partic.:] combinazione proporzionata dei quattro umori in un corpo. 2.2 [Generic.:] situazione di equilibrio tra caldo e freddo. 3 Mescolanza equilibrata di più elementi. 3.1 [Con rif. a una qualità:] intensità moderata. 3.2 [Con rif. a un movimento:] equilibrio, armonia. 4 Governo di un mezzo di trasporto. 4.1 Attività o facoltà di regolare o indirizzare l'azione o la condotta (di qno). 5 [Per fraintendimento o corruttela].

0.8 Diego Dotto 07.12.2016.

1 Dominio razionale sugli impulsi, sugli eccessi e in partic. sui desideri materiali in quanto giusto mezzo. [Specif.:] il regolare comportamenti, azioni o sensazioni secondo un principio di misura e convenienza.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 17, pag. 80.5: et adulterie e bordelli e ognie peccato e' non viene se non de la troppa delettanza, ne la qual non può essere temperamento nè alcuna virtù.

[2] Albertano volg., 1275 (fior.), L. I, cap. 2, pag. 49.6: [48] P(er)ciò ke sì come disse Seneca: «Grande cosa è lo te(m)peramento del sile(n)tio (e) d(e)la voce».

[3] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 11: lo te(m)perame(n)to del bere è sanità del corpo (et) del'animo...

[4] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 79, pag. 93.12: E è detta misura un temperamento d'animo de' desideri del mondo.

[5] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 6, pag. 21.11: E sì dé l'omo in le soe gravi visenda aver temperamento e seno, k'el se trovo ke 'l [re] David perdona[o] a multi soi inimici, li quali lo persequiano e volianoli tore la persona.

[6] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 6.51, pag. 80: O relïusi en temperamento, / granne de vui avea piacemento.

[7] Lett. sen., XIII u.v., pag. 49.42: Dipo 'l tenperamento de la lengua, conviensi che l' operatione sie santa et iusta.

[8] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. X, cap. 10, pag. 175r.13: acciò che s'atuti il bollore dela concupiscença dela carne sença temperamento di più strecto digiuno... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[9] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 20, cap. 1, par. 11, pag. 331.7: I componitori delle leggi ordinarono i dì di festa, acciocché gli uomini fossono costretti piuvicamente a letizia, siccome ponendo necessario temperamento di fatica...

[10] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 140.155, pag. 579: ma sei senpre asteneiver / de lo manjar e de lo beiver, / zoè a certa ora e staxon, / ordenaminti e con raxon / e con gran temperamento...

[11] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 8, cap. 10, pag. 574.2: Però che lo calore del suo dire e l'impeto de la azione non lo lasciavano essere attento stimatore di questo temperamento.

[12] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 6, cap. 5, vol. 2, pag. 86.18: Et in cutal guisa issu dunau debitu modu di suppliciu a la ligi di la equitati partendu si medemmi cun maravilyusu temperamentu intra misericurdiusu patri et iustu dunatur di ligi.

[13] Gregorio d'Arezzo (?), Fiori di med., 1340/60 (tosc.), pag. 33.19: Il temperamento del dormire sta in questo, che non si vegghi la nocte, et non si dorma il die...

[14] Giovanni dalle Celle, Lettere, 1347/94 (fior.), [1378/81] 32, pag. 404.10: «Al prelato s'apartiene di mescolare la sua benignità colla severità e di fare alcuno temperamento dell'una e de l'altra...

[15] F Lett. comm., 1396 (tosc.): e il savio dee sapere vincere se medesimo, e non credere, e non seguire così le voglie; ma far le cose con modo e con temperamento... || Guasti, Lapo Mazzei, vol. I, p. 139.

1.1 [Dir.] [Nel diritto canonico:] diritto a difendersi da un'offesa subita secondo una giusta proporzione. Temperamento di difesa non colpevole,di non colpata difesa, di non incolpato difendimento. || Sul lat. moderamen inculpatae tutelae.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 49, pag. 158.10: tu dei difendere lo corpo tuo incontenente e con temperamentodi non incolpato difendimento; cioè, che si altri ti vole percuotere con arme, tu puoi lui percuotere, innanzi a ddifendimento del tuo corpo, ma non a vendetta.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 47: La difentione del tuo corpo dèi fare inco(n)tene(n)te (et) co(n) te(m)perame(n)to di difentia no(n) colpevile, che chi ti dà, tu ch'ài ricevuto, a tua defentia (et) no(n) p(er) ve(n)decta li puoi dare del coltello.

[3] Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 21, pag. 98.14: che la deffensione che quello che fusse assaglito facesse per se deffendere si faccia con temperamento et modo, segondo l' offensione che facta fusse.

[4] Libro Jacopo da Cessole, XIV m. (tosc.), IV, cap. 7, pag. 135.21: et ogni legge vuole che sia licito di cacciare forza con forza con temperamento di non colpata difensa...

1.2 [In partic.:] alleviamento di un'afflizione fisica o morale.

[1] Poes. an. urbin., XIII, 9.22, pag. 555: però, o mamma mia, vollo dirte / k'agi temperamento de no gir così doloranno».

[2] Ant. da Tempo, Rime (ed. Grion), 1332 (tosc.-padov.), 62.13, pag. 173: Temperamento avrà quel [[scil. la fiamma d'amore]] che m'ha offeso, / Po' che la voglia non si pò complire.

[3] f Zanobi da Strada, Moralia S. Greg., a. 1361 (tosc.), L. XVI, cap. 8, pag. 641.2: Ma veramente per singulare medicina di Dio e per singulare temperamento di dolore, il quale Idio dona alli suoi eletti... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

2 [Filos.] Equilibrio delle qualità sensibili primarie della materia (caldo, freddo, umido e secco). [Anche:] azione regolatrice che produce tale equilibrio.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 5, cap. 10, pag. 131.8: sì che le capeta de li climata tengono l'uno ad oriente e l'altro ad ocidente, e non fo divisa al modo del cielo dal setentrione al mezzodie, sì che l'uno capo del clima tenesse a l'equatore e l'altro tenesse al settentrione, sì che ciascheduno avesse la sua parte del temperamento e del destemperamento e del bene e del male...

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. IV, pt. 3, cap. 21, pag. 113.12: La terça rasgione ène per meno humidità k'è in bocca (et) per la più k'è da la bocca in giuso, sì che 'l cibo receve temperamento, el quale recevuto perde del caldo.

[3] Paolo Gherardi, Corso luna e sole, XIV po.q. (fior.), pag. 75.22: ma tanto è llo temperamento che ll'uno dà all'altro che questi IJ pianeti e lgl'altri V, per la loro operazione et colla vertù divina, dànno vighore ed achrescimento a tutte le chose che ssono dal cielo in giuso.

[4] Libri astron. Alfonso X, c. 1341 (fior.), Libro delle stelle fisse, L. 2, pag. 145.38: Di Saturno e un pocho di Giubiter, ed è fredda e seccha, e pende in tenperamento.

[5] Bestiario Tesoro volg., XIV pm. (sen.), cap. 63, pag. 315.32: Ma lo caldo delo sole et lo temperamento delo tempo per la potençia di Dio compie suo oficio sopra a quelle huova...

- [In partic. con rif. al ciclo delle stagioni].

[6] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 4, 6.40, pag. 170: E Autunno co' suoi pomi gravi / Torna, e la pioggia con torbido vento / Vuole che al verno la sua faccia lavi. / Ordine tale e tal temperamento / Ciò che è nel mondo a vita produce, / E lo nutrica dal suo nascimento, / E lo corrompe, e a morte 'l conduce. || Cfr. Boezio, Consol. Phil., IV, 6.30: «temperies».

2.1 [Filos.] [Med.] [In partic.:] combinazione proporzionata dei quattro umori in un corpo.

[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 2, cap. 33, vol. 1, pag. 305.18: E sì come il temperamento, che accorda la diversità di essi elementi, e' fa li corpi ingenerare e nascere e vivere, così il distemperamento di loro li corrumpe e li fa morire.

[2] Regimen Sanitatis, XIII/XIV (napol.), 152, pag. 567: se lo to corpo regere voli in temperamento, / carne mangia laudabele e pane de frumento, / vino bive odorifero...

[3] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 32, pag. 37.26: E perçò induxele obscurità del viso, perché li ogy è humidi oltra el temperamento.

2.2 [Generic.:] situazione di equilibrio tra caldo e freddo.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 2, pag. 22.2: Questa isola è più presso a Brettagna, ed è più stretta per spazio di terra, ma più utile per temperamento d' aria...

2.2.1 Estens. Chi ha la facoltà di regolare una condizione climatica.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Laudes de Virgine Maria, 74, pag. 213: De quii k'an fam on sedhe ella è reficiamento, / De quii k'an cold on fregio ella è temperamento...

3 Mescolanza equilibrata di più elementi.

[1] f Commento a Ars am. (D), a. 1388 (ven.), L. III, [vv. 191-92], pag. 93r.18: se ella portasse le veste negre, açonçi tal a tal, maçor doventa lo tal, como dise lo philosofo; ma se la negra porta le bianche veste, ello è un temperamento de colori, che se la negra portasse le veste negre, ella parerave una nocte... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[2] Bibbia (07), XIV-XV (tosc.), Ez 13, vol. 7, pag. 415.2: [14] E disfarò lo parete che voi faceste sanza coprimento e sanza temperamento, e farollo eguale con la terra; e vedrassi il suo fondamento, e cadrà, e consumerassi nel mezzo di lei... || Cfr. Ez., 13.11: «dic ad eos qui liniunt absque temperatura».

- Fig.

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 40, cap. 9, par. 7, pag. 585.6: Mischiare si dee dolcezza con giustizia, e di questi due si dee fare un temperamento, sicché li sudditi né per molta asprezza siano conturbati, né per troppa benignità siano male allargati...

[4] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 4, cap. 6, pag. 164.16: Di questo il medico, il quale il modo della sua sanitade e infermitade e 'l temperamento cognosce, non si maraviglia. || Cfr. Boezio, Consol. Phil., IV, 6: «modum temperamentumque».

[5] f Framm. Cons. filos., XIV m. (sett.), L. IV, cap. 6, pag. 276.23: [28] De çò non se meraveia lo medego, lo qua<l>le cognose lo modo e -l tenperamento dela sanità e dela malatia. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

3.1 [Con rif. a una qualità:] intensità moderata.

[1] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 95, pag. 101.25: Galieno dixe che 'l savore de la raìxe de questo arbore è stiptico cum temperamento.

3.2 [Con rif. a un movimento:] equilibrio, armonia.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 10, pag. 210.17: Adonqua per forza de rascione avarà quello movemento, lo quale sarà e·llo mezzo de tutti li movementi li quali so' entra lo magiure e lo più veloce movemento che sia e lo menore movemento che sia, lo quale sarà più temparato: lo quale per la sua perfezione e per lo suo temperamento non andarà né troppo vacio né troppo piano.

[2] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 24, 1-18, pag. 651.22: E, come cerchi in tempra d'oriuoli; cioè per temperamento delli uoriuoli, Si giran sì...

4 Governo di un mezzo di trasporto. || Sempre per trad. del lat. moderamen.

[1] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 54.2: A pena ebbe finito di dire, che quelli domandò i carri del padre, e la signoria e 'l temperamento de' cavalli che hanno ale ne' piedi a far dì. || Cfr. Ov., Met., II, 48: «ius et moderamen».

[2] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 55.6: L'ultima via ee inchinevole; e abbisogna di certo temperamento. || Cfr. Ov., Met., II, 48: «moderamine certo».

[3] f Tratt. provvidenza di Seneca, XIV s.q. (fior.), pag. 431.43: L'ultima via è alla china e ha bisogno di certo temperamento. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Sen., Prov. 5, 10: «moderamine certo».

4.1 Attività o facoltà di regolare o indirizzare l'azione o la condotta (di qno).

[1] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 6, vol. 2, pag. 58.2: Eriteo avea le signorie del reame, e 'l capo e 'l temperamento delle cose; ed è in dubio s'egli era più potente di giustizia o di forti armi. || Cfr. Ov., Met., VI, 677: «Sceptra loci rerumque capit moderamen».

[2] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 13, vol. 3, pag. 109.23: lo 'ngegno è quello che ha bisogno del nostro temperamento. || Cfr. Ov., Met., XIII, 362: «ingenium est, quod eget moderamine nostro».

[3] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 155.25: Appresso, la mia nobiltà credo governare con tale temperamento, che a voi e a ciascuno altro, che per bene facesse nel mondo, sempre possa crescere e durare proponimento e volontà di ben fare. || Cfr. De amore, I, 6 G: «moderamine gubernare».

5 [Per fraintendimento o corruttela].

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 8, pag. 203.18: l'amore è una passione inata che move del vedimento e del temperamento e pensamento della forma dell'altro sexo, cioè all'uomo della femina, e a la femina, dell'uomo... || Cfr. Albertano, De amore, II, prol.: «procedens ex visione et inmoderata cogitatione forme alterius sexus».

[2] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 21, pag. 262.5: la luxuria è sozza in ognie età, et ne la vecchiezza etiam [fetidissima] e sozzissima; se ella adverrà in temperamento di libidine ne sarà doppio male; cioè disinore in quella vecchieza, e matezza e incomperamento ne l'adolascienza. || Cfr. Albertano, De amore, II, 14: «Sin eciam libidinum intemperantia»; secondo il testo rivisto per il corpus che ripristina la lez. del ms., ma l'ed. corregge stemperamento.