IMPARENTATO agg.

0.1 imparentadi, imparentati, imparentato, inparentati, inparentato.

0.2 V. imparentare.

0.3 f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.): 1.2; Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.): 1.1 [3].

0.4 In testi tosc.: f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.); Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.); Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.); Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.).

0.5 Locuz. e fras. bene imparentato 1.1.

0.7 1 Che appartiene alla stessa famiglia (di qno), legato (a qno) da un vincolo di parentela (tipicamente, per un legame non di sangue ma acquisito mediante il matrimonio). 1.1 Assol. Legato, per ragioni familiari, a persone potenti, forti, influenti. 1.2 Fig. Che ha un legame (con altri), che intrattiene un rapporto di connessione o di dipendenza (con altri).

0.8 Elisa Guadagnini 26.01.2017.

1 Che appartiene alla stessa famiglia (di qno), legato (a qno) da un vincolo di parentela (tipicamente, per un legame non di sangue ma acquisito mediante il matrimonio).

[1] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 1, cap. 5, pag. 135.12: L' impotenti non erano aiutati, ma i grandi gli offendevano, e così i popolani grassi che erano negli ufici e imparentati con grandi...

[2] Filippo da Santa Croce, Deca prima di Tito Livio, 1323 (fior.), L. 8, cap. 4, vol. 2, pag. 225.4: e s'egli ci lice di vantare e di pregiare che siamo imparentati con li Romani... || Cfr. Liv., VIII, 4, 3: «...si consanguineos nos Romanorum esse...».

1.1 Assol. Legato, per ragioni familiari, a persone potenti, forti, influenti.

[1] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 484, pag. 502.17: Bel figliuolo - dic'elli -, li quatro baroni che tu ài ora indritto uditi parlare, mi fanno molto gran paura, ché so molto savi e molto possenti e molto inparentati.

[2] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 20, 61-69, pag. 405, col. 1.4: finché qui' della ditta Ca' no aveano per dote de donne la segnoría de Provença, igli aveano sí poco dell'aver del mundo, et erano sí fievelemente imparentadi [che] poco pro li feva la corona de França...

- Locuz. agg. Bene imparentato.

[3] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 34.5: Era usanza adunque in Roma che se niuno fosse preso nella terra, di notte, adpresso coprifuoco, come che fosse di gran ligniaggio e bene inparentato, ch' e' fosse messo in prigione infino alla mattina...

[4] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 63, pag. 28.30: I Ghibellini furono questi nobili, cioè: Mannelli, [[...]] Lisei; e molti furono de' popolani d'orrevoli genti e bene imparentati, e furono co' Ghibellini.

[5] f Declamazioni di Seneca, a. 1392 (tosc.), L. V, declamazione 8, pag. 126.7: colui che è promosso all' ufficio del magistrato, e viene a questo grado, debba avere qualche preminenza, cioè che sia gentile, o bene imparentato, o ricco, o virtuoso, secondo gli statuti di Roma. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[6] Contr. madre e figlia, XIV (fior.), 42, pag. 17: giovine con gran ricchezza / ed è bene imparentato; / siccome sarà tornato / così ti verrà a sposare.

1.2 Fig. Che ha un legame (con altri), che intrattiene un rapporto di connessione o di dipendenza (con altri).

[1] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. V, cap. 9, pag. 81r.11: Et avegnadio che questi octo viçii che noi aviamo decto sieno così imparentati insieme per quella ragione che ricordata aviamo... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cass., Coll., V, 10: «Et licet haec quae praediximus octo vitia illa qua conmemoravimus ratione invicem sibi conexa atque permixta sint...».