ONDEGGIARE v.

0.1 ondeçare, ondeçavano, ondeggi, ondeggia, ondeggiando, ondeggiano, ondeggiante, ondeggiar, ondeggiare, ondeggiato, ondeggiava, ondeggiò, ondegiar, ondegiare, ondengianti, ondezare, undeçare, undeggianti.

0.2 Da onda.

0.3 Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.); Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.); Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.).

0.7 1 Muoversi formando delle onde (rif. a un liquido). 1.1 [Rif. al movimento delle fiamme, del fumo]. 2 [Rif. a una persona:] muoversi sinuosamente al modo delle onde. 2.1 Fig. Essere scosso, agitato (da un sentimento).

0.8 Lorenzo Dell'Oso 13.07.2015.

1 Muoversi formando delle onde (rif. a un liquido).

[1] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 147, pag. 132.23: Sopra quella rocca sedea la torre marmorina sì duramente alta che l'uomo potea vedere di su bianchegiare le mura di Baldaca e ondegiare l'aqua del Nillo ch'era in Igitto.

[2] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 7, 22-24, pag. 207, col. 1.3: Come fa l'onda. Cariddi è uno mare el quale è in septentrione, et è molto percosso da la buora e fallo molto ondezare.

[3] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 8, pag. 261.3: e che non tengano il mare, il quale è disopra e quello che disotto ondeggia.

- Sost.

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 4.115, vol. 3, pag. 63: Cotal fu l'ondeggiar del santo rio / ch'uscì del fonte ond' ogne ver deriva; / tal puose in pace uno e altro disio.

[5] Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 28, 22-33, pag. 671.40: e però dice: con suo picciole onde: però che 'l fiume era picculo, piccolo ondeggiar dovea fare...

- Fig.

[6] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 4, 106-117, pag. 105, col. 2.11: Qui, seguendo lo poema, conchiude l'Autor e parla metaforiçando, ymaginando Beatrixe essere fontana de verità, e le soe parole essere aqua, le quae ondeçavano come fa l'acqua di fiumi.

[7] Boccaccio, Decameron, c. 1370, I, introduzione, pag. 19.21: Quivi s'odono gli uccelletti cantare, veggionvisi verdeggiare i colli e le pianure, e i campi pieni di biade non altramenti ondeggiare che il mare, e d'alberi ben mille maniere, e il cielo più apertamente...

1.1 [Rif. al movimento delle fiamme, del fumo].

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 8, pag. 265.9: ma gittossi di salto per lo fuoco, da quella parte onde molto fummo ondeggiava, unde la grande caverna isvaporava con nebbia oscura.

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 12, pag. 421.6: Ma ecco la fiamma alta ondeggiava al cielo volta intra i tavoleti, e teneva la torre construtta con travi...

2 [Rif. a una persona:] muoversi sinuosamente al modo delle onde.

[1] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Cupidinis IIa, 172, pag. 297: Vidi Aci e Galathea, che 'n grembo gli era, / E Poliphemo farne gran romori; / Glauco ondeggiar per entro quella schiera / Sença colei cui sola par che pregi, / ... un' altr' amante acerba e fera...

2.1 Fig. Essere scosso, agitato (da un sentimento).

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 8, pag. 497.6: Cotali cose sentendo Enea, ondeggia per grande fervore e l'animo volge in isvariate parti, siccome la tremante acqua, percossa dal sole, discorrendo fiere i tetti. || Cfr. Verg., Aen., VIII, 19: «cuncta videns magno curarum fluctuat aestu».