SCONCIAMENTO s.m.

0.1 sconciamento; f: sconciamenti.

0.2 Da sconciare.

0.3 Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi): 1.

0.4 In testi tosc.: Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi).

In testi mediani e merid.: Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.).

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 [Med.] Lesione consistente nello spostamento o nell'uscita (di un arto) dalla sua posizione fisiologica, slogatura. 2 Distruzione di edifici; devastazione. 3 Gesto o comportamento indecoroso e deplorevole.

0.8 Irene Falini 17.12.2018.

1 [Med.] Lesione consistente nello spostamento o nell'uscita (di un arto) dalla sua posizione fisiologica, slogatura.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 387, vol. 1, pag. 269.15: Et sia tenuto la podestà a XV dì, dipo 'l prestamento del saramento del suo officio, fare elegere tre huomini buoni et leali, et essi fare giurare ad buona fede senza fraude, non considerato odio, amore, prezo, o vero preghi d'alcuno, sollicitamente intendere sopra lo sconciamento de' cavalli, e' quali si prestano a vettura, sì per lo comune come per altrui; et sì per lo conduttore come per l'allogatore: et ciò che vedaranno, lodaranno sopra lo sconciamento de' cavalli, lodaranno et diciaranno essi o vero due di loro o vero uno di volontà de le parti. Salvo che ne lo sconciamento fatto per lo comune di Siena...

2 Distruzione di edifici; devastazione.

[1] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 62, pag. 13: Correa li anni Domini, como correa in pacta / L'anno che edificaro, anni mille et duicento / Et poy cinquanta quatro, credate che non mento; / Alli cinquanta nove fo lo sconciamento; / Fra quisti cinque anni no vi fo accasamento.

3 Gesto o comportamento indecoroso e deplorevole.

[1] f De amicitia volg. (red. A), a. 1330 (tosc.), pag. 161.16: Di tutti questi cotali vizi che ho detti, e sconciamenti che intervengono, ci ha una guardia ed una provvisione, cioè che noi non cominciamo troppo tosto ad amare, e non amiamo i non degni. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cic., De am., 78: «vitiorum atque incommodorum».