ORIFIZIO s.m.

0.1 orificij, orificio, orifitij, orifitio.

0.2 Lat. orificium (DELI 2 s.v. orifizio).

0.3 f Chirurgia di Ruggero Frugardo volg., XIV pm. (fior.): 1.1; Serapiom volg., p. 1390 (padov.): 1.

0.4 In testi tosc.: f Chirurgia di Ruggero Frugardo volg., XIV pm. (fior.).

In testi sett.: Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 [Anat.] Apertura che permette il flusso di liquidi fra organi, canali o cavità del corpo umano. 1.1 [Med.] Punto di apertura di una fistola.

0.8 Giuseppe Zarra 21.11.2018.

1 [Anat.] Apertura che permette il flusso di liquidi fra organi, canali o cavità del corpo umano.

[1] Gl Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 19, pag. 24.32: E avre li orificij, çoè li cavi de le vene.

[2] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 237, pag. 251.27: E sì ge avre li orifitij de la matrice e resolve la dureça e provoca li menstrui.

[3] Francesco da Buti, Inf., 1385/94 (pis.>fior.), c. 1, 61-66, pag. 38.17: l'organo vocale, per la disusanza impedito d'alcuno rinchiudimento che si fa in esso, lo quale s'apre gonfiando, quando la voce esce fuori, et ancora, perché ad uno orificio si congiungono li due organi; cioè quello dello stomaco e quello del polmone...

1.1 [Med.] Punto di apertura di una fistola.

[1] f Chirurgia di Ruggero Frugardo volg., XIV pm. (fior.), [L. 3, cap. 32(quater)], pag. 313.26: ma sse l'orifitio suo [[scil. della pustola]] fosse stretto, alcuna tanta di cera o d'altro simile vi si metta, acciò che la sania mellio vada ale parti di fuori. || Corpus OVI.

[2] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 97, pag. 103.5: E uxase apresso li medixi, quando i vuole dillatare lo orifitio de le fistolle.