OPPUGNAZIONE s.f.

0.1 oppugnazione.

0.2 Lat. oppugnatio, oppugnationem (DEI s.v. oppugnare).

0.3 f Deca quarta, a. 1346 (fior.): 1; Deca terza di Tito Livio, XIV m. (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: f Deca quarta, a. 1346 (fior.); Deca terza di Tito Livio, XIV m. (fior.); Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.).

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 [Milit.] Atto di cingere d'assedio una città. 1.1 Fig. Atto di contrastare confutando; opposizione.

0.8 Cosimo Burgassi 13.09.2017.

1[Milit.] Atto di cingere d'assedio una città.

[1] f Deca quarta, a. 1346 (fior.), [VIII.3], vol. 6, pag. 205.14: dicendo che se o a difendere quella gli Etoli venissero, loro per li campi aperti conveniva venire, o se elli la battaglia con loro rifiutassero, la oppugnazione della città non sarebbe malagevole... || Cfr. Liv., XXXVIII, 3, 10: «oppugnationem fore haud difficilem»; DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[2] Deca terza di Tito Livio, XIV m. (fior.), L. 5, cap. 23, pag. 52.4: Mentre che Capova si circondava di steccati, venne a fine la oppugnazione di Siracusa, oltre alla virtù del duca e dello esercito, aiutata dallo intestino tradimento.

1.1 Fig. Atto di contrastare confutando; opposizione.

[1] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 12, 106-126, pag. 374.26: E perchè li cristiani sono tutti cittadini d'una città, cioè della Chiesa militante a tempo e de la triunfante in perpetuo, però chiama l'autore la divisione et oppugnazione delli eretici, perchè sono cristiani e combatteno contra gli altri cristiani, civile briga.