REFETTORIO s.m.

0.1 refectorio, refectoriu, refettorio, refettoro, refittoro, refituorio, rifectorio, rifectoro, rifettorio, rifettoro, rifictorio, rifictoriu, rifituorio.

0.2 Lat. eccles. refectorium (DELI 2 s.v. refettorio).

0.3 Albertano volg., 1275 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Albertano volg., 1275 (fior.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Stat. sen., 1305; Stat. lucch., XIV m.

In testi sett.: Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.); Stat. Montecassino, XIV (luc.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Stat. catan., c. 1344.

0.7 1 Ambiente di un edificio di abitazione collettiva (in partic. un convento) dove si consumano i pasti in comune. 1.1 Estens. Sala da pranzo di un'abitazione privata. 2 Meton. Lo stesso che refezione.

0.8 Aurelio Malandrino 28.06.2018.

1 Ambiente di un edificio di abitazione collettiva (in partic. un convento) dove si consumano i pasti in comune.

[1] Albertano volg., 1275 (fior.), L. III, cap. 43, pag. 241.23: ke li frati minori o predicatori, se no(n) avessono kiesa co(n)venevole ala co(n)gregatione deli fedeli, agiu(n)gnerebero al[a] loro kiesa, et s'elli no(n) avessero refectorio o cucina, agiu(n)gnerebboro le dette cose ale loro magioni.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. III, cap. 15: li frati minori, se elli no(n) avessero (con)pote(n)te eccl(es)ia a cco(n)gregatio(n)e deli fedeli, si farebbeno elli giu(n)ta al'eccl(es)ia, et se elli no(n) avesseno cucina nÚ refectorio, si crescerebbeno le case loro...

[3] Doc. fior., 1286-90, [1289], pag. 249.30: It. nel desco di refectorio, quando io era a Rosano, s. vj e d. ix. p.

[4] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 24.5, pag. 146: Chi sente lettoria, - vada en forestaria; / gli altri en refettorio, - a le foglie coll' olio.

[5] Stat. sen., 1305, cap. 6, pag. 10.21: uno de li detti castaldi debbia stare nel rifettoro del detto Spedale in fino a tanto che li frati mangiarano e avarano mangiato...

[6] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 2, cap. 22, pag. 62.14: Andati, ky eu vener˛ appressu a vuy lu tali iornu, et mustrirovj duvy diviti farj lu oratoriu, et in chi locu farriti lu rifictoriu...

[7] Stat. catan., c. 1344, cap. 2, pag. 30.6: quandu alcunu di li frati mania in lu refectoriu in altru tempu di lu conventu, non chi presumma tiniri parlamentu cum alcunu altru.

[8] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 3, 28, pag. 53.5: vete questo frar medego una dona bellissima acompagnada de doe donšelle entrar in refectorio e dar a li frari, ad un ad un, de so lituario sanctissimo.

[9] Stat. lucch., XIV m., pag. 207.27: se alcuna monaca tiene favella a l'altra ad tenpo di devere parlare, tamdio sia e stia privata e scioverata dal comune cibo, refectorio e eclesia perfine ke serÓ riconciliata con quella a cui tenea favella.

[10] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 159, pag. 383.3: L' obbediente non abandona il refettorio, anco il visita continuamente, e dilettasene di stare alla mensa co' povarelli.

[11] Senisio, Caternu, 1371-81 (sic.), vol. 2, pag. 424.19: Mastru Antoni carpinteri vine ad laburari lu refectoriu per cupiririlu octavo iunii.

[12] Stat. Montecassino, XIV (luc.), pag. 132.8: li sia conceduto stare apreso lu abbate et b(e)n(e)dic(er)e, idest dare la b(e)n(e)diccione dentra la eccl(es)ia et i(n) r(e)fector(i)o...

- [In contesto fig.].

[13] Guittone, Rime (ed. Contini), a. 1294 (tosc.), canz. 8.25, pag. 223: Lo refittoro ai boni ha savor pravi / e ai fellon soavi...

1.1 Estens. Sala da pranzo di un'abitazione privata.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 110, pag. 244.23: Avea fatto suo refettoro costui in una camera terrena appresso alla via, donde s' entrava nella sua casa...

2 Meton. Lo stesso che refezione.

[1] a Simone da Cascina, XIV ex. (pis.), L. 2, cap. 26, pag. 162.23: Seguita il refettorio, e sia la meditassione delle Scritture sante.