TORMENTAMENTO s.m.

0.1 tormentamento.

0.2 Da tormentare.

0.3 f Tratt. provvidenza di Seneca, XIV s.q. (fior.): 2; Boccaccio, Esposizioni, 1373-74: 1.

0.4 In testi tosc.: f Tratt. provvidenza di Seneca, XIV s.q. (fior.); Boccaccio, Esposizioni, 1373-74.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Azione dell'infliggere tormenti. 2 Sofferenza, sacrificio.

0.8 Irene Falini 31.07.2017.

1 Azione dell'infliggere tormenti.

[1] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, Accessus, par. 69, pag. 16.19: Tartaro [[...]] è detto da «tortura», cioè da tormentamento, il quale i miseri in questo ricevono; ed è, secondo Virgilio, questo la più profonda parte dello 'nferno.

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 39, S. Agata, vol. 1, pag. 340.25: eccoti venire uno grande tremuoto, il quale commosse tutta la città in tal maniera, che caggendone una parte, abbatéo due consiglieri di Quinziano; e tutto il popolo corse a lui a romore gridando che, per lo 'ngiusto tormentamento d'Agata, pativano cotali cose.

2 Sofferenza, sacrificio. || Forse per errore di trad.

[1] f Tratt. provvidenza di Seneca, XIV s.q. (fior.), pag. 428.20: Miseria è tormentamento di vertù. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Sen., Prov., IV, 6: «calamitas virtutis occasio est».