VERBO s.m.

0.1 verba, verbe, verbi, verbo, verbu, verve.

0.2 Lat. verbum (DELI 2 s.v. verbo).

0.3 Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.): 3.

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.); Folgóre, Semana, c. 1309 (sang.); Cicerchia, Passione, 1364 (sen.).

In testi sett.: <Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.)>; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Matteo Corr. (ed. Corsi), XIV pm. (padov.?); Sam Gregorio in vorgà , XIV m. (lig.); Niccolò de' Scacchi, p. 1369 (ver.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.).

0.5 Locuz. e fras. a verbo a verbo 1.2; non dire verbo 1.4; non parlare verbo 1.4; senza verbo 1.3; verbo a verbo 1.2; verbo di Dio 2.1; verbo divino 2.1; verbo incarnato 2.2; verbo increato 2.3; verbo informativo 3.2; verbo preposizionale 3.1.

0.7 1 Parola, espressione orale. Estens. Discorso. 1.1 Parola di Dio, Sacra Scrittura. 1.2 Locuz. avv. (A)verbo a verbo: alla lettera, parola per parola, in maniera fedele a un modello. 1.3 Locuz. avv. Senza verbo: silenziosamente. 1.4 Non dire, parlare verbo: tacere, fare silenzio. 2 Seconda persona della Trinità, Gesù Cristo. 2.1 Locuz. nom. Verbo di Dio, divino. 2.2 Locuz. nom. Verbo incarnato. 2.3 Locuz. nom. Verbo increato. 3 [Gramm.] Parte variabile del discorso che funge da predicato. 3.1 [Gramm.] Verbo preposizionale: verbo che comprende una preposizione. 3.2 [Gramm.] Verbo informativo: verbo che trae origine da un altro vocabolo, derivato. 3.3 [Gramm.] Verbo attivo: verbo che regge un complemento diretto. 4 [Secondo la filosofia scolastica:] concetto formulato dalla mente, pensiero.

0.8 Giuseppe Zarra 05.11.2017.

1 Parola, espressione orale. Estens. Discorso.

[1] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 501, pag. 313: Con diritti verbi / fatt' i proverbi, / tutti notati / perché son provati...

[2] Folgóre, Semana, c. 1309 (sang.), D. 33.3, pag. 392: Amico caro, non fiorisce ogni erba, / nè ogni fior che par, frutto non porta; / e non è vertudiosa, ogne verba, / né ha vertù ogne pietra ch'è orta...

[3] Giovanni Quirini, XIV s.-t.d. (tosc.-ven.), 75.12, pag. 143: e se pur pur t'agrada a cotanta ira / subiecto star, pascendo d'amara herba / il tuo disio, che in amor si conserba, / per le presente mie rimate verba...

[4] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 4, 3.12, pag. 147: E beveraggi mescolati d' erba, / E incantati da sua sapienza / Con esorcismi di magiche verba, / Soavi al gusto e chiari in apparenza, / Dona da bere all' oste ricevuta...

[5] Poes. an. perug., c. 1350, 272, pag. 23: Vei el tuo sangue spargier sopra l'erbe; / adonqua ormai considera 'l vero / odendo risonar le mortal verbe.

[6] Cicerchia, Passione, 1364 (sen.), ott. 147.4, pag. 345: parlò Pilato allora in alta voce, / dicendo l'amar' e spietate verba: / - Iesù condanno che sie posto 'n croce, / confitto 'nnudo, e faccia morte acerba.

[7] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 14.87, pag. 128: Oh beato costui, che qui s'addita, / sì fu pietoso in ciascun suo verbo!

1.1 Parola di Dio, Sacra Scrittura.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 46.33, pag. 180: O vita mia maledetta, villana, engrata, soperba! / Sprezanno la vita celeste, a Deo stata so sempre acerba, / rompenno la lege e statuti, le suoi santissime verba...

[2] Gl Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1330 (pis.), L. 3, cap. 32, pag. 196.6: Che maraviglia è dunque se 'l Verbo, cioè la Parola, di Dio, per cui virtù fu fatta la lingua, potè quelli vescovi far parlare senza lingua?

[3] Gl Sam Gregorio in vorgà , XIV m. (lig.), L. 3, cap. 32, pag. 205.8: Che maravegla è dunqua se lo verbo, çoè la parola de Dee, per la qua fu faita la lengua, poé far parlà' queli vescovi sença lengua?

[4] Gl Libro di Sidrach, a. 1383 (fior.), cap. 407, pag. 410.5: Li suoi discepoli si dipartiranno per l'universo mondo, che egli lo dirà loro: andate per l'universo mondo, e anunziate lo mio verbo, cioè lo vangelo.

1.2 Locuz. avv. (A) verbo a verbo: alla lettera, parola per parola, in maniera fedele a un modello.

[1] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 12, cap. 2, vol. 3, pag. 25.30: la quale [[scil. epistola]] in questa nostra opera ci pare degna di mettere in nota verbo a verbo a perpetua memoria...

[2] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 20.48, pag. 59: Così mi prese a 'nganno questo acerbo, / lo qual più crudo a dì a dì mi fue, / che tu non m'udrai dire a verbo a verbo.

[3] Tristano Veneto, XIV, cap. 376, pag. 342.12: de tute le cosse qu'eli haveva stado dito elo non li falì cossa a so parer qu'elo non li habia dito tuto a verbo a verbo.

1.3 Locuz. avv. Senza verbo: silenziosamente.

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 6, cap. 13.9, pag. 463: Nota costui, tu che vivi superbo: / che de' dodici tribi perdé i diece, / fuggendo senza colpo e senza verbo.

1.4 Fras. Non dire, parlare verbo: tacere, fare silenzio.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 25.16, vol. 1, pag. 419: El si fuggì che non parlò più verbo...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 180, pag. 448.16: Messer Giovanni ammutolò per forma che non disse più verbo.

2 [Relig.] Seconda persona della Trinità, Gesù Cristo.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 2.38, pag. 7: Lo verbo creans omnia - vestito è 'n te, Virginia: / non lassanno sua solia, - divinità encarnata!

[2] Gl Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 243.3: Lo verbo di Dio si mostra nella doctrina del verbo, cioè di Cristo...

[3] Metaura volg., XIV s.-t.d. (fior.), App. B, L. 2, capp. 20-21, pag. 323.18: E cciò fece per lo suo etterno consiglio, per l'avento del suo verbo e figliuolo, per la salute e salvazione dell'umana generazione...

[4] Giovanni Quirini, XIV s.-t.d. (tosc.-ven.), 59.20, pag. 101: Ma tu, benigna Virgo munda e pura, / se' fatta madre di cotanto figlio / et exaltata in ciel sopra ogni altura / per la lor colpa e per lor van consiglio, / che trasser l'alto Verbo ad incarnarsi / in te che venci di belleze il giglio.

[5] Gl Cavalca, Specchio di croce, a. 1333 (pis.), cap. 37, pag. 171.10: dice il Salmista: Iddio ha mandato il suo Verbo, cioè il suo figliuolo, a darci sanità.

[6] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 7, proemio, pag. 179.13: Per lo modo della Incarnazione del Verbo, si vede in prima quanto Idio amòe l'uomo...

[7] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 26, vol. 1, pag. 218.10: Ecco chiaramente dimostra la Persona del Padre, lo quale chiama Signore, e quella del Figliuolo, lo quale chiama Verbo...

[8] Matteo Corr. (ed. Corsi), XIV pm. (padov.?), 2.12, pag. 151: Padre, mercé per lo tuo caro Verbo, / che per aprirci la beata strada / su la croce gustò l'aceto acerbo.

[9] Niccolò de' Scacchi, p. 1369 (ver.), 110, pag. 574: Mylle e trecento cum sexanta nove / Anni currendo del carnato verbo / Tributo al mondo cum virgineo parto...

[10] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1373/74] lett. 17, pag. 65.10: O verbo dolce, Figliuolo di Dio, tu ài riposto questo sangue nel corpo della santa Chiesa...

2.1 [Relig.] Locuz. nom. Verbo di Dio, divino.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 73.8, pag. 305: lo Verbo de Deo enfenito - darse a morte per me trare.

[2] Gl Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 242.26: Lo verbo di Dio è perfecto et uno, cioè Cristo...

[3] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 7.30, vol. 3, pag. 104: l'umana specie inferma giacque / giù per secoli molti in grande errore, / fin ch'al Verbo di Dio discender piacque...

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 23.73, vol. 3, pag. 383: Quivi è la rosa in che 'l verbo divino / carne si fece; quivi son li gigli / al cui odor si prese il buon cammino».

[5] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 3, pag. 613.12: Il Verbo di Dio è fatto carne e non solamente abitarà in noi per invisibile modo, ma abitare volle con noi visibilmente, con noi conversando.

[6] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 7, pag. 183.23: Infino ch'a Cristo, ch'è [i]l Verbo di Dio Padre [[...]] piacque di discendere in terra.

[7] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 49, vol. 2, pag. 111.14: Verbum caro factum est, intendendo per questo, che il Verbo divino fosse in carne trasmutato.

[8] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 18, pag. 84.19: e 'l verbo de De' si è fachio carne...

[9] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 62.18: Intende la divina Scrittura, la quale noi «teologia» appelliamo, [[...]] mostrarci l' alto misterio della incarnazione del Verbo divino, la vita di quello, le cose occorse nella sua morte, e la resurrezione vittoriosa...

[10] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 15, pag. 164.29: Tre cose non si debbono volere cercare a volere stare fermo ne la fede: la prima si è che tu non vogli cercare come incarnò il VerboDivino...

[11] Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 20, 139-151, pag. 488.5: Come i pastor; ecco che fa la similitudine che, come quando per l'angiulo fue annunziato ai pastori la natività del Verbodivino...

2.2 [Relig.] Locuz. nom. Verbo incarnato.

[1] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 109, pag. 434.13: conoscerà e vedrà Iddio, lo Verbo incarnato.

[2] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 21, par. 5, vol. 2, pag. 75.19: per la assumpcioni, quandu Deu prisi et assunsi la humanitati, et cuniunsila cum la persuna di lu Verbu incarnatu.

[3] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1372/73] lett. 5, pag. 26.10: Constretto Dio dal fuoco della divina carità, mandò el dolce verbo incarnato del Figliuolo suo, a ricomprare el l' uomo e trarlo di servitudine...

[4] Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 29, 106-120, pag. 717.16: così la divinità del Verbo incarnato era più pura, più preziosa e più bella che si potesse pensare: imperò ch'era Iddio...

2.3 [Relig.] Locuz. nom. Verbo increato.

[1] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 26, par. 2, vol. 2, pag. 111.30: kill' anima santissima cuniuncta cum la divina persuna di lu Verbuincreatu dessendit ad inferna cum signu di victoria...

3 [Gramm.] Parte variabile del discorso che funge da predicato.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 150.12: Unde nota che dice «dritto trattamento» perciò che lle parole che ssi mettono inn una lettera dittata debbono essere messe a dritto, sicché s' accordi il nome col verbo, e 'l mascunino e 'l feminino, e lo singulare e 'l plurale, e la prima persona e la seconda e la terza, e l' altre cose che ssi 'nsegnano in gramatica...

[2] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 12, pag. 223.14: E sappi, che io intendo di quelli pazzi, che parlano molto e son detti da questo verbo latino faris vel fare, fatur; che è a dire in volgare tu parli, e quelli parla.

[3] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 10: Dicesi lo co(n)siglio da questo verbo co(n)sulo, co(n)sulis, lo qual verbo àe due si(n)gnificassione...

[4] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. IX, cap. 10, pag. 153r.15: è da tractare imprima di quelle propietà de' nomi et de' verbi et da cercare la diferença ch'è tra oratione et ossecratione et adomandagione et ringratiamento... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[5] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 6, pag. 291.15: Questo vocabulo, cioè 'autore', sanza quella terza lettera C, può discendere da due principii: l'uno si è uno verbo molto lasciato dall'uso in gramatica, che significa tanto quanto 'legare parole', cioè 'auieo'.

[6] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 242.16: Li gramatici ànno uno verbo et di questo verbo descendono cinque verbi, che non sono verbi ma modi del primo verbo. Unde diceno che amo amas è verbo, et di questo verbo descendono li altri verbi che non sono verbi ma modi: unde è modo indicativo, modo imperativo, modo optativo, modo subiunctivo et lo quinto è modo infinitivo.

[7] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 7, pag. 11.23: Amore è detto da 'amo' verbo, il quale significa pigliare o essere preso, però che quelli ch'ama si è preso di catene d'amore e altrui vuole prendere col suo amo.

[8] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 18.92, vol. 3, pag. 303: 'DILIGITE IUSTITIAM', primai / fur verbo e nome di tutto 'l dipinto; / 'QUI IUDICATIS TERRAM', fur sezzai.

[9] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 26, pag. 441.1: Godi Firenze ec. Questo verbo guadeo, gaudes, che l'Autore pone in questo principio del capitolo, è significazione di spirituale allegrezza...

[10] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 249, pag. 730.17: E dice: conviene che sia Iddio, onde in questo verbo «conviene» dimostra necessitade...

[11] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 20, pag. 330.12: resiede, idest regiace, ed è verbo: resideo, -es, -et.

[12] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 18, vol. 1, pag. 54.27: Et a zo mustrari esti da saviri kista logica: ki cum kistu verbu 'sum, es, est', lu antecedenti et lu cunsequenti ànnu necessaria cunsequencia, et non cum quistu verbu 'eu su tinutu, dibiu et voglu'...

[13] Poes. an. sic., 1373 (2), 8, pag. 36: Veru inver veru non prisi mai nomu / di aversariu, ma sì comu corda / cum li vichini cordi si cuncorda, / et propriu nomu et verbu cum pronomu.

[14] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. I (i), par. 70, pag. 34.7: Estimarono molti, forse più da invidia che da altro sentimento ammaestrati, questo nome «poeta» venire da un verbo detto «poio pois», il quale, secondo che li gramatichi vogliono, vuol tanto dire quanto «fingo fingis»...

[15] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 9, 67-81, pag. 290.17: Illuiare, intuare, immiare sono verbi fatti e formati dall'autore da' pronomi lui, me e te: illuiare è intrare in lui, immiare è intrare in me, intuare è intrare in te.

3.1 [Gramm.] Verbo preposizionale: verbo che comprende una preposizione.

[1] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 32, 115-126, pag. 846.30: iuxta è preposizione apo lo Grammatico, che viene a dire a lato; e però adiustare è stare allato, e verbo preposizionale lo chiama lo Grammatico.

3.2 [Gramm.] Verbo informativo: verbo che trae origine da un altro vocabolo, derivato.

[1] <Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.)>, c. 26, 67-75, pag. 548, col. 2.3: E nota che questo 'inurba' si è verboinformativo, e riceve informazione 'ab urbe', ch'è 'citade'.

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 3, pag. 57.12: che quello letizian è verbo informativo, e tanto vale quanto in gramatica letantur.

3.3 [Gramm.] Verbo attivo: verbo che regge un complemento diretto.

[1] <Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.)>, c. 26, 115-126, pag. 556, col. 1.7: Scerno si è verbo ativo, e sta per 'mostrare alcuno'.

[2] <Ottimo, Par., a. 1334 (fior.)>, c. 3, pag. 58.12: Nota che quieta è verbo attivo in questo luogo.

[3] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 28, pag. 206.15: La Gramatica ha il verbo attivo e 'l passivo; così è egli attivo sopr'ogni cosa...

[4] Francesco da Buti, Par., 1385/94 (pis.>fior.), c. 7, 1-15, pag. 226.34: cioè si mossono, cioè mossono sè: e alcuna volta si pone lo verbo attivo per lo passivo, come appare nel Virgilio nel primo libro dell'Eneide...

4 [Secondo la filosofia scolastica:] concetto formulato dalla mente, pensiero.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 18.1, vol. 3, pag. 293: Già si godeva solo del suo verbo / quello specchio beato, e io gustava / lo mio, temprando col dolce l'acerbo...

[2] Gl Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 18, 1-12, pag. 516.15: Lo mio; cioè verbo, cioè lo mio concetto e quello che io aveva udito da messer Cacciaguida sopra amenduni li dubbi...