SBALORDIRE v.

0.1 esbalordite, isbalordì, isbalordiscano, isbalordisce,isbalordita, isbalordite, isbalorditi, isbalordito, sbagodito, sbalordita, sbalorditi, sbalordito, sbaordia.

0.2 Da balordo con s- intensivo (Nocentini s.v. balordo).

0.3 <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>: 1.

0.4 In testi tosc.: <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Zanobi da Strada, Somnium Scipionis volg., a. 1348 (fior.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Rimanere fortemente impressionato, stupito e turbato (al punto da diventare incapace di reazione). 1.1 Impressionare fortemente qno. 1.2 Turbare profondamente (un sentimento).

0.8 Irene Falini 26.08.2020.

1 Rimanere fortemente impressionato, stupito e turbato (al punto da diventare incapace di reazione).

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 18, pag. 307.11: E nientemeno si può fare un castello di legname ed una torre fondata suso in ruote di carro, sì ordinato che si può menare fino al muro, ed essendovi al muro sì vi si può ordinare il ponte, e quellino ch'entrino dentro, e quellino che cavano di sotto, e quellino che gittano le pietre di sopra, e tutte queste cose si debbono fare alle castella assediate, acciò che quelli dentro isbalordiscano più ed abbiano meno vigore.

[2] Zanobi da Strada, Somnium Scipionis volg., a. 1348 (fior.), cap. 2, pag. 49.7: Il quale [[scil. Africano]] tosto come cognobbi in verità tutto isbalordì; et egli a mme: «O Scipione, sta' fermo nell'animo e non temere... || Cfr. Cic., Somn. Scip., VI, 10: «quem ubi agnovi, equidem cohorrui».

[3] f Filippo degli Agazzari, Assempri, p. 1397 (sen.), 2, pag. 302.11: Et la misera, lavato ch'ella s'ebbe 'l viso el meglio ch'ella poté, subbitamente si mirò ne lo specchio e viddesi tanto schura che quasi sbalordì de la paura e vennesi meno, che quasi come morta cadde in terra. || Corpus OVI.

1.1 Impressionare fortemente qno.

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 16, pag. 50.27: E quelli che è distemprato nei diletti del corpo fa male per più grande provvedimento, che quelli che dotta e in dottando si fugge; ché paura sì [[ed.: si]] isbalordisce l'uomo, e tolle l'uso de la ragione...

1.2 Turbare profondamente (un sentimento).

[1] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 14, pag. 252.1: l'amore ch'è stato tra meser Veri de gi Cercli e meser Corso Donato no è stato né fo per bone opere requesto e solicitato, ma per le contrarie sbagodito e studiato e convertito in hodio e començamento de briga...

[u.r. 09.09.2021]