SBALORDITO agg.

0.1 esbalordite, isbalordita, isbalordite, isbalorditi, isbalordito, sbalordita, sbalorditi, sbalordito, sbaordia.

0.2 V. sbalordire.

0.3 <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>: 1.

0.4 In testi tosc.: <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Paolino Pieri, Merlino (ed. Cursietti), p. 1310-a. 1330 (fior.).

In testi sett.: Poes. an. savon., XIV.

0.7 1 Fortemente impressionato, stupito e turbato (al punto da diventare incapace di reazione). 1.1 In preda all'agitazione (che causa una reazione confusa e irrazionale). 1.2 [Con connotazione pos.:] privo di sensi (in seguito a sorpresa o meraviglia). 1.3 [Detto di un animale:] incapace di muoversi, intontito.

0.8 Irene Falini 26.08.2020.

1 Fortemente impressionato, stupito e turbato (al punto da diventare incapace di reazione).

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 3, cap. 6, pag. 96.34: quelli ched à troppa gran paura triema ed è sbalordito, né non si può muòvare, né non sa quello che si faccia, né ch'elli debba fare.

[2] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 9, pag. 57.17: quando venne ch' elli doveva levare la sacra ostia, ch' elli aveva benedetta per sacrificare; e, sì come elli la tenne per levare, l' ostia se n' andoe sì ch' elli non seppe che si facesse, sì li mucciò de le dita sì come a l' altra volta. Molto fue dolente et isbalordito...

[3] Ciampolo di Meo Ugurgieri (ed. Lagomarsini), 1315/21 (sen.), L. 12, pag. 482.24: Il re Latino va colla veste squarciata, isbalordito per li fati della moglie e per la ruina della città... || Cfr. Verg., Aen., XII, 610: «attonitus».

[4] Paolino Pieri, Merlino (ed. Cursietti), p. 1310-a. 1330 (fior.), 30, pag. 32.23: «Il figliuolo che voi avete in corpo sarà isforzonato o volete pazzo, e sì vi dirò il perché. Egli avenne che il vostro marito vi diede mangiare d'una mandragola maschio; e poi si coricò allato a voi e fece l'opera per aver figliuol maschio». [3] E quando la donna udì questo, fu tutta isbalordita: e mandò per lo marito, e domandòlone, e trovò che così era il vero.

[5] Pistole di Seneca, XIV m. (fior.), 108, pag. 359.22: Così fatto maestro non mi può più valere, che 'l nocchiere, che si turba, quando il mare è tempestoso, convenendogli governare il timone contra l'onde del mare, e combattere colla tempesta, e bassare le vele, che 'l vento non le fiacchi. Che ajuto mi può fare il nocchiere sbalordito, che continuo rigetta?

[6] Poes. an. savon., XIV, 4.22, pag. 19: Or è la dona en terra strangoxata, / quasi el' è morta, tuta era bagnata; / le tre Marie chi en pei l'andrizavan, / la dona è revegnua tuta sbaordia.

- Meton. [Detto della voce].

[7] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 187, pag. 465.4: Come il piovano e gli altri udirono questo, diventorono che parvono interriati, dicendo quasi con boce sbalordita: - Che di' tu, Dolcibene? -.

1.1 In preda all'agitazione (che causa una reazione confusa e irrazionale).

[1] Pianto della Vergine, XIV pm. (tosc.), cap. 2, pag. 24.9: la nostra Donna [[...]] levasi tutta isbalordita, e piagnendo grida: «Che è del mio Figliuolo?»

[2] Filippo Villani, Cronica, p. 1363 (fior.), cap. 73, pag. 685.5: Stando la terra sotto l'arme in gran tremore, scendendo all'Aparita pure un fante a ppiè credieno fossono della brigata dell'Inghilesi, le campane sonavano a stormo, e 'l popolo sbalordito correa in qua e llà sanza ordine e sanza capo...

- [Detto di un animale].

[3] A. Pucci, Guerra, a. 1388 (fior.), III, ott. 26.2, pag. 218: Per l' Era, e per lo pian della Pulcella, / e per l' altre contrade sbalorditi / fuggivano i cavalli a vote selle, / e scalpitando gli uomini fediti.

1.2 [Con connotazione pos.:] privo di sensi (in seguito a sorpresa o meraviglia).

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 165, S. Clemente, vol. 3, pag. 1470.18: "Questi sono i figliuoli tuoi Faustino e Fausto, i quali tu pensavi che fossero periti in mare". Udendo ella queste cose, per la troppa allegrezza divenne isbalordita e cadde a terra. Ritornando poi in se medesima, disse...

1.2.1 [Detto del volto:] immobile e distratto (nella contemplazione).

[1] f Zanobi da Strada, Moralia (ed. Porta), a. 1361 (tosc.), L. 12, pag. 504.25: [XXX, 35] Perché t'insuperbisce il cuore tuo? E perché, quasi come pensassi grandi cose, hai gli occhi spaventosi? Spesse fiate adiviene che la mente degli uomini giusti si leva tanto in contemplazione dell'alte cose, che quasi la loro faccia di fuori pare sbalordita. || Corpus OVI.

1.3 [Detto di un animale:] incapace di muoversi, intontito.

[1] Bestiario Tesoro volg., XIV pm. (sen.), cap. 65, pag. 320.10: per lo grande dolore ched ène in loro nascimento, li leoncelli sono sì isbalorditi che elli giacciono in terra, che non si sentono tre die come se elli fussero morti. Et quando viene in capo deli tre die, et loro padre viene et grida sopra di loro sì fortemente che li leoncelli si sveglano inmantenente et sono fatti vivi et levansi suso inmantenente. || Cfr. B. Latini, Tresor, I, 174, 8: «les lionceaus sont si esbaiz».

[u.r. 04.05.2021]