IRACONDIA s.f.

0.1 iracondia, iracundia.

0.2 Lat. iracundia (DELI 2 s.v. ira).

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.); De regno volg., XIII ex. (aret.); Teologia Mistica, 1356/67 (sen.).

In testi sett.: <Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.)>.

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. venire in iracondia 1.1.

0.7 1 Disposizione naturale a lasciarsi trasportare dalla rabbia e ad agire in maniera violenta; lo stesso che ira. [Nella teologia cristiana:] uno dei sette vizi capitali. 1.1 Venire in iracondia (contro qno): adirarsi con rabbia e ferocia.

0.8 Giuseppe Zarra 30.11.2019.

1 Disposizione naturale a lasciarsi trasportare dalla rabbia e ad agire in maniera violenta; lo stesso che ira. [Nella teologia cristiana:] uno dei sette vizi capitali.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 15, pag. 236.10: Et dei schifare l'irato e la iracundia sì in te come in un altro; perciò che, chi vincie l'iracundia vincie gran nemico.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 11, pag. 230.1: quelli che vince l'iracundia lo grandissimo nimico soprasta.

[3] Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.), cap. 21, pag. 141.18: Or ti priego che mi mostri la natura de' sette vizî principali che nascono all' anima della mala volontade, cioè di Vanagrolia, [Invidia], Iracundia, Tristizia, Avarizia, Gola e Lossuria.

[4] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 6, pag. 26.32: quando è loro besogno de dire alcuna paraula per fare di loro facti in curti o for di curte, sì gridano con tanta follìa e con tanta iracondia che rimanno sì storditi e sì dirotti che tutta la loro ragione perdeno; sì come dice la Scriptura...

[5] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 38.19, pag. 134: So preso d' iracundia contra lo mio defetto; / la pace mustra e 'nsegname che so de male enfetto...

[6] De regno volg., XIII ex. (aret.), cap. 3, pag. 172.34: Ma se a le passioni de la iracundia sogiace, per nulla el sangue sparge, unde se dice per Eçechiele: «Li principi soi nel meçço suo como lupi rapaci la preda a spargiare el sangue».

[7] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 16.24, vol. 2, pag. 263: Ed elli a me: «Tu vero apprendi, / e d'iracundia van solvendo il nodo».

[8] Almansore volg., XIV po.q. (fior.), L. II, cap. 10, pag. 110.15: E quelli che à questa cotale complexione del cuore sarae ardito e hostinato e di grande iracundia.

[9] <Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.)>, c. 17, 55-69, pag. 337, col. 1.11: Qui li divelse l'Angello lo peccado de l'iracondia e però dice: 'Beati li pacifichi li quali sono sença la mala ira'.

[10] <Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.)>, c. 15, pag. 268.7: Qui comincia la seconda parte principale di questo capitolo, cioè dove trattare intende della purgazione del vizio della iracundia.

[11] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 9, cap. 3, vol. 2, pag. 205.27: Ma Gayu Figulu, mansuetissimu per la sciencia di rasun civili, jssi li stimuli di la iracundia lu ficiru tostamenti adiminticari la prudentia e la muderaciuni.

[12] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 3, 3, pag. 73, col. 1.46: siccome il pubblicano che guardava in terra, il quale avea provocato ad iracondia il suo benignissimo Redentore.

[13] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 7, pag. 189.30: Questa è allegoria ché, come 'l vitio de l'iracundia oscura l'intelecto, così questa aqua è obscura.

[14] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 159, pag. 381.2: Questi sonno i nemici crudeli suoi: èvi l' ira contra la benivolenzia, la crudeltá contra la pietá, l' iracundia contra la benignitá...

[15] Francesco da Buti, Purg., 1385/94 (tosc.occ.), c. 16, 16-24, pag. 370.15: cioè vannosi purgando del peccato dell'ira: ira et iracundia una medesima cosa significa.

1.1 Venire in iracondia (contro qno): adirarsi con rabbia e ferocia.

[1] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 1, cap. 2, pag. 10.23: Dice che uno iurno lu abbate [[...]] venne in tanta iracundia contra lo predicto patre sancto che avea nomo Libertino, che stese le mano per ferirelo...