SPAVENTARE v.

0.1 espaventata, espaventati, espaventato, ispaventa, ispaventando, ispaventandosi, ispaventano, ispaventar, ispaventare, ispaventarli, ispaventarlo, ispaventarmi, ispaventarono, ispaventaronsi, ispaventarvi, ispaventasse, ispaventassene, ispaventata, ispaventate, ispaventati, ispaventato, ispaventatolo, ispaventavano, ispaventerà , ispaventerebbero, ispaventerei, ispaventi, ispaventiamo, ispaventino, ispavento,ispaventò, ispaventó, ispaventoe, ispaventono, ispaventóno, ispaventossi, spavantao, spavent, spaventa, spaventà , spaventà', spaventada,spaventadi, spaventado, spaventady, spaventai, spaventam, spaventàm, spaventami, spaventan, spaventando, spaventandole, spaventandoli, spaventandolo, spaventandomi, spaventandosi, spaventano, spaventansene, spaventansi, spaventante,spaventanti, spaventanu, spaventao, spaventar, spaventâr, spaventarci, spaventare, spaventarè, spaventargli, spaventari, spaventarle, spaventarli, spaventarlo, spaventarme, spaventarmi, spaventaro, spaventarono, spaventaronsi, spaventarsene, spaventarsi, spaventarti, spaventarvi, spaventasi, spaventasse, spaventasseno, spaventassero, spaventassi, spaventassiru, spaventassono, spaventasti, spaventat', spaventata, spaventate, spaventati, spaventatili, spaventato, spaventatosi, spaventatu, spaventau, spaventause, spaventava, spaventavali, spaventavam, spaventavano, spaventava-sse, spavente, spaventerà , spaventerá, spaventerae, spaventeràe, spaventerai, spaventeranno, spaventerebbero, spaventeremo, spaventi, spaventiamo, spaventiamocene, spaventiate, spaventino, spavento, spaventò, spaventoe, spaventòe, spaventogli, spaventollo, spaventommi, spaventonno, spaventossi, spaventu, spavintandu, spavintari, spavintarusi, spavintassi, spavintati, spavintatu, spavintau, spavintausindi, speventato, spivintati.

0.2 Lat. volg. *expaventare (DELI 2 s.v. spaventare).

0.3 Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.): 1.1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.); Albertano volg., 1275 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Bonodico da Lucca, XIII sm. (lucch.); Doc. prat., 1305; Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.).

In testi sett.: Poes. an. ven., XIII; Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Legg. S. Caterina ver., XIV in.; Bart. da Sant'Angelo, XIV in. (?) (trevis.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Paolino Minorita, 1313/15 (venez.); <Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.)>; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.).

In testi mediani e merid.: Castra, XIII (march.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Nativitate de s. Janni Baptista, XIV m. (rom.); Destr. de Troya, XIV (napol.); f Apologhi reat., XIV.

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Stat. catan., c. 1344.

0.7 1 Incutere una forte paura. 1.1 [Con valore attenuato:] mettere in apprensione. Estens. Scoraggiare e distogliere (da un proposito). 1.2 [Con valore iperbolico:] impressionare fortemente. 2 Impaurirsi per qsa di inusuale, sconosciuto o inquietante, oppure per una minaccia o un danno incombente (anche pron.). 2.1 Pron. [Rif. alla vegetazione:] temere un possibile danno. Estens. Essere particolarmente sensibile (a un evento atmosferico, a un det. tipo di terreno). 2.2 [Con valore attenuato:] avere timore, preoccuparsi. Estens. Scoraggiarsi e distogliersi (da un proposito). Anche pron. 2.3 [Con valore iperbolico:] rimanere fortemente impressionato (anche pron.).

0.8 Irene Falini 07.02.2019.

1 Incutere una forte paura.

[1] Albertano volg., 1275 (fior.), L. II, cap. 24, pag. 157.8: «No(n) essere sì come leone nela tua casa, uccide(n)do (e) co(n)fonde(n)do (e) spave(n)tando li tuoi domestichi et li tuoi subgetti».

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 14, pag. 236.19: E poscia in quello anno, che a questo fue prossimo, crudeli maraviglie la misera cittade spaventaro.

[3] Poes. an. ven., XIII, 8, pag. 136: O alboro inflorido d' ogna parte, / Meti in lo cor mio quelle cinque plage / Et implantame quella viva radixe / Che l' à spaventà tuti li mie inimixi.

[4] <Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.)>, c. 9, 64-72, pag. 275, col. 1.7: comme li impetuuxi vènti che schiantano li àlburi ne le selve e vanno polverusi nel lor capo, zoè chi se menano inanci a sì ogni rusco e polvere, e spaventan li animali di boschi...

[5] Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.), pag. 444.13: gli universi Greci la nostra potenzia spaventi e le gravi loro richezze nel braccio della nostra vertù di venire sieno constretti.

[6] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 3, pag. 57.4: sulamenti la pagurusa vuchi di Celino mi spaventa...

[7] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 15, pag. 153.31: Hector, a la forza de quillo cuolpo no nce essendo spaventato, né mutato da lo suo sieyo, con impeto de grande ira non volce ferire Patrodo co llanza...

[8] f Apologhi reat., XIV, 22.4, pag. 680: Lo nibiu adossu molto ro se dava / et ad onne hora sì lle spaventava [[scil. le palomme]], / nè nanti a lui non poteva canpare, / nè no lle lassa vivere nè rengnare. || Corpus OVI.

1.1 [Con valore attenuato:] mettere in apprensione. Estens. Scoraggiare e distogliere (da un proposito).

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), 3.53, pag. 51: Né-mica mi spaventa / l'amoroso volere / di ciò che m'atalenta, / ch'eo no lo posso avere, - und'eo mi sfaccio.

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 17, pag. 243.13: se Cornelio Scipione [[...]] con arme non li avesse spaventati di fare, e avesseli costretti di giurare di stare alla difensione della terra.

[3] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 34, pag. 32.5: l'ira ch'avea ricolta l'uditore per la licenzia si temperi pelle lode da sezo, e che l'uno detto tolga via l'ira, e l'altro da quello ch'è errato lo spaventi.

[4] Doc. prat., 1305, pag. 462.7: Fate e curate sì che siano puniti seco(n)do la ragione e li ordinam(en)ti e ' decreti del comune e del popolo della terra di Prato e che ' nemici siano ispave(n)tati...

[5] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 80, pag. 110.6: li statuti mette mazor pene per spaventar li homeni da mal far ke no darave queli ke fa li statuti.

[6] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 29.108, vol. 1, pag. 501: la vostra sconcia e fastidiosa pena / di palesarvi a me non vi spaventi...

[7] Stat. catan., c. 1344, cap. 9, pag. 41.11: Ma si lu monachu, affirmandu essirilli data la licencia, dirrà minzogna, in pena di minzogna per octu iorni sia incarceratu a ffari penitencia, comu ni parrà ordinari la sua vita, azò ki li altri, spavintati di pagura, timanu diri simili cosi.

[8] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), tenz. 5, 2.1, pag. 775: Non me pòi spaventar, ch' io son pur vòlto / verso de te come germane a guazze: / sì ch' io non temo parole né mazze, / che da volerte piacer sia mai tolto.

[9] Pistole di Seneca, XIV m. (fior.), 89, pag. 256.1: Amico mio Lucillo, i' non ti spavento di leggere queste cose, purché tu incontanente rechi, e addirizzi a correzione de' tuoi costumi quello, che tu avrai letto.

[10] Anonimo Rom., Cronica, a. 1360, cap. 18, pag. 164.4: A quello modo resse Roma e moiti in simile pena dannao. Questa cosa spaventao li animi delli potienti, li quali sapevano le loro inique operazioni. Aitri per pietate ne lacrimava, aitri ne temeva.

[11] Torini, Brieve collezzione, 1363-74 (fior.), pt. 3, cap. 25, pag. 311.5: non ci spaventi il parerci essere tardi a questo laudevole lavorio forse venuto, quasi però temendo non ci deba conseguire il prezzo diurno...

[12] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 178.2, pag. 234: Amor mi sprona in un tempo et affrena, / assecura et spaventa, arde et agghiaccia...

[13] Boccaccio, Rime, a. 1375, pt. I, 114.12, pag. 135: Né ti spaventi il non andar per tempo, / ch'Ei ti riceverà...

1.2 [Con valore iperbolico:] impressionare fortemente.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 1, cap. 10, pag. 85.4: Tutte queste cose li spaventava molto. Ma sopra tutti spaventò li Romani una matrona che andava per Roma sì alta in aire, che tutta la gente la poteva vedere, et era forsennata e gridava...

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri (ed. Lagomarsini), 1315/21 (sen.), L. 3, pag. 259.6: Quando ella mi vide venire e, quasi fuori della mente, raguardòe intorno a ssé l'arme troiane, ispaventata di così grandi maraviglie, divenne stupida in mezzo del viso, e 'l calore abbandonòe l'ossa, e cadde a tterra.

[3] Filippo da Santa Croce, Deca prima di Tito Livio, 1323 (fior.), L. 8, cap. 7, vol. 2, pag. 231.6: E, conciofossecosachè tutti si tacessero, e della maraviglia fossero forte spaventati; quando subitamente il littore gli ebbe tagliata la testa...

[4] Boccaccio, Decameron, c. 1370, III, 7, pag. 224.23: tutto il loro studio hanno posto e pongono in ispaventare con romori e con dipinture le menti degli sciocchi...

2 Impaurirsi per qsa di inusuale, sconosciuto o inquietante, oppure per una minaccia o un danno incombente (anche pron.).

[1] Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.), 2.143, pag. 897: Di buone cose aggio talento, / delle rie sì mi spavento...

[2] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 6, pt. 4, cap. 6, pag. 171.25: li abetatori de la contradia spaventaro e fugierose tutti.

[3] Castra, XIII (march.), 21, pag. 917: Ed io tut[t]o mi fui spaventato / per timiccio, che non asatanai.

[4] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 3, cap. 1, pag. 79.30: li pirsuni ki li eranu intornu furon tuctj spaventati de killu terremutu...

[5] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 5, pag. 617.22: considera li martiri i quali si dispuosoro ad ogni pena e tormenti molto lietamente e di nulla generazione di morte ispaventarono per potersi assimigliare a Cristo in pene e in tormenti...

[6] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 1, vol. 1, pag. 68.30: Non però que issi non se spaventassiru videndu lu sangui, no ma per tal que issi non dunassiru viguri et fidanza a li jnimici. || Cfr. Val. Max., II, 6, 2: «non ne ipsis aspectus eorum terrorem».

[7] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 15, pag. 73.2: chi ghe mentogasse lo corpo de Cristo el se spaventa forte e ha-lo per mala insegna e no spera de vita...

[8] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De la prova, vol. 1, pag. 127.29: Chi no à vertue no à grande cor como quelli chi se spave(n)ta(m) de niente.

2.1 Pron. [Rif. alla vegetazione:] temere un possibile danno. Estens. Essere particolarmente sensibile (a un evento atmosferico, a un det. tipo di terreno). || Att. solo nel testo cit.

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 2, cap. 13, pag. 63.14: Ma sopra tutte le cose la vite si spaventa, e teme la tempesta, e 'l vento. || Cfr. Palladio, Op. Agr., II, 13, 2: «Sed ante omnia vitis procellas ventosque formidat».

[2] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 3, cap. 9, pag. 87.7: La vite, la cui schiatta non si spaventa per nebbie, nè per brine, porrai in luogo piano. E quella che nè per secco, nè per vento si spaventa, porrai ne' colli. || Cfr. Palladio, Op. Agr., III, 9, 2: «Plano igitur loco statues vitem, cuius genus nebulas sustinet et pruinas, collibus, quod siccitatem durat et ventos, pingui agro graciles atque infecundas, macro feraces et solidas».

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 4, cap. 13, pag. 146.20: E teme il cocomero sì l'olio, che chi gliel ponesse a lato, si piega quivi, e torce come amo. E qualunque volta tuona, il cocomero si spaventa, e volgesi. || Cfr. Palladio, Op. Agr., IV, 9, 8: «Quotiens tonat, velut timore convertitur».

[4] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 10, cap. 5, pag. 238.5: il lupino [[...]] non nasce in terra limosa. Spaventasi della creta, cioè argilla. Ama sottile, e rossa terra. || Cfr. Palladio, Op. Agr., X, 5, 1: «cretam reformidat, amat exilem terram atque rubricam».

2.2 [Con valore attenuato:] avere timore, preoccuparsi. Estens. Scoraggiarsi e distogliersi (da un proposito). Anche pron.

[1] Stefano Protonotaro, XIII m. (tosc.), canz. 2.26, pag. 135: Così Amor m'asicura, / quando più mi spavento, / chiamar merzé a quella a cui so' dato...

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 37, pag. 251.30: molti beni ne provengnano dela vendecta, imperò che li malifactori ne sono ucisi et li altri se ne spave[n]tano, sì che da inde innansi cutale cose non àno ardimento di fare.

[3] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 14, pag. 104.20: E poscia di due battaglie vinto, di fare la terza non si spaventò, nella quale Lamaco vinse e uccise...

[4] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 115.1, pag. 623: Per pena ch'eo patisca non spavento, / tant'amorosamente Amor mi tene...

[5] Bonodico da Lucca, XIII sm. (lucch.), XI.2.13, pag. 279: Per arte molt' e campan e s'aucido; / d'altrui no m'asicuro né spavento: / per allumar lo parpaglion si calla.

[6] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 2, cap. 15, pag. 103.8: Quando quelli de le navi viddero loro nemici, spaventaro molto pensando che non avevano speranza di soccorso che Pompeo lo' donasse, per ciò che a piene vele era già partito; ma per tanto presero cuore et ardimento, e presero l'arme vigorosamente...

[7] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 241.34: Lovixe re de Franza, non spaventado dele fadige e dele spensarie, le qual de qua indriedo lu aveva fate...

[8] Legg. S. Caterina ver., XIV in., 1061, pag. 291: Katerina, bella fijola mia, / sta ferma e forta, e no te spaventare / eo sonto sempre tego, no t' ò abandonare.

[9] Bart. da Sant'Angelo, XIV in. (?) (trevis.), 1.12, pag. 345: Sì che a spender asai no mi spavento; / pur ch'i briganti vegnan a derota, / a mia richeza tole tute noglie.

[10] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 75.43, pag. 382: e per drizar le cosse torte / fai justixïa sì forte, / che ognomo ben se spaventasse / chi aotrui noxer penssase, / procurando lo ben comun.

[11] Cavalca, Specchio de' peccati, 1333 (pis.), cap. 11, pag. 98.11: Deesi dunque sforzare l' uomo di cominciare la penitenzia, e non ispaventare per considerazione de' suoi peccati.

[12] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 12, cap. 3, vol. 3, pag. 35.8: Tutte quelle cose leggiutole, spaventiamocene sì, che noi avemo maggiormente onde ci allegrare, che onde mormorare delli nostri tempi.

[13] Comm. Arte Am. (A), XIV pm. (pis.), ch. 244, pag. 583.31: Acciò ch'elli ispaventassene e rimanessesi de l'andare.

[14] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 8, vol. 1, pag. 24.3: Et fu tantu duru et tantu mali kista inobediencia, ki Adam et Eva foru cachati di paradisu, virgugnarusi et copersiru li loru virgogni, spavintarusi di cumpariri dananti lu loru Deu, lu loru patri, lu quali li avia creati.

[15] Libro di Sidrach, a. 1383 (fior.), cap. 96, pag. 141.11: E non ispaventare e vergognare di nulla, che molte volte l'uomo che à il diritto, e dice la sua ragione spaventatamente e vergognosamente, egli perde la sua ragione e 'l suo diritto.

[16] Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.), 1, pag. 217.42: Ma açò che alguno, in questa nostra regola de vivere permagnando o che la doverà domandare ça indreo, no se spaventi de obligasone de algun comandamento se i ordenaminti de questo modo averà dito de observare...

2.3 [Con valore iperbolico:] rimanere fortemente impressionato (anche pron.).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 9.42, vol. 2, pag. 142: e diventa' ismorto, / come fa l'uom che, spaventato, agghiaccia.

[2] Ceffi, Libro della pulce, c. 1325 (fior.), pag. 212.18: Ma se per l'aventura la disiata pulcella si spaventasse per la nuova meraviglia...

[3] Barlaam e Iosafas (S. Genev.), XIV pi.di. (pis.), cap. 5, pag. 264.42: Quando elli lo vide, molto fue spaventato, e dimandó che potea essere quella meravillia...

[4] Nativitate de s. Janni Baptista, XIV m. (rom.), str. 4.4, pag. 99: Lèvate Çaccharia, / et mostrame como nel tempio mirasti / et como paurasti: / quando vedesti l'angelo, spaventasti, / et tu llo salutasti; / non credesti alle sue sante parole, / credesti che fosseno faule...

[5] Anonimo Rom., Cronica, a. 1360, cap. 18, pag. 195.25: De questa adunanza lo tribuno forte spaventao e deventao como fussi infermo, matto.

[6] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 1, cap. 35, vol. 1, pag. 68.4: E fatto questo, a' Franceschi di fuori fu la cosa sì maravigliosa, che fortemente spaventarono.

[7] Legg. ss. Piero e Polo, c. 1370 (venez.), 48, pag. 65.36: Chi no se vestirà de planto e de çemito, o chi no se spaventerà da maraveia?

2.3.1 [Rif. al sangue:] gelare (così da rendere il corpo paralizzato).

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 4, cap. 4.82, pag. 266: Ma poi ch'io fui al sommo del gran monte, / dove posar credea e prender lena, / io mi sentio gravar gli occhi e la fronte, / e 'l sangue spaventar per ogni vena, / tremare il cuore, e venni freddo e smorto / come chi giunge a l'ultima sua pena.