SPÀTOLA s.f.

0.1 spatula, spatulla; f: spatola, spatule, spatulo.

0.2 Lat. spatula (DELI 2 s.v. spatola).

0.3 f Antidotarium Nicolai volg., XIII ex. (fior.): 1; Serapiom volg., p. 1390 (padov.): 1.

0.4 In testi tosc.: f Antidotarium Nicolai volg., XIII ex. (fior.).

In testi sett.: Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

In testi mediani e merid.: Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Thes. pauper. volg. (ed. Rapisarda), XIV (sic.).

0.5 Anche s.m. (spatulo).

Locuz. e fras. spatola fetida 2; spatolo fetido 2.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto ReMediA.

Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Sorta di mestolo (in partic. di legno) dalla forma larga e appiattita alle estremità. 2 [Bot.] Pianta appartenente alla famiglia delle Iridacee (Iris foetidissima) così chiamata per la forma allungata e appiattita delle foglie. Locuz. nom. Spatola fetida. 3 [Anat.] Osso piatto triangolare, posto sulla parte posteriore e superiore del torace, scapola. 4 [Bot.] Pianta appartenente alla famiglia delle Iridacee (Iris pseudacorus); lo stesso che acoro.

0.8 Laboratorio Chieti 23.02.2022.

1 Sorta di mestolo (in partic. di legno) dalla forma larga e appiattita alle estremità.

[1] f Antidotarium Nicolai volg., XIII ex. (fior.), 84, pag. 35.7: Allora metti sugo di melegrane dolci ed acetose, di catuno once viii, ed anche bolla, sempre mestando con una spatola d'olivo... || Corpus OVI.

[2] <f Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV pm. (fior.)>, L. 9, cap. 40, vol. 3, pag. 83.5: e poi si faccia bollire e sempre si mescolino con una spatola... || Corpus OVI.

[3] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 224, pag. 237.36: E tute queste cose sì le cuoxi soavementre insembre, movandole cum la spatulla.

[4] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 112, pag. 237.18: mesteca(n)doce unu poco d(e) calce viva, mesteca(n)dola (con) la spatula, sì ch(e) se façça como ch(e) ungue(n)to.

2 [Bot.] Pianta appartenente alla famiglia delle Iridacee (Iris foetidissima) così chiamata per la forma allungata e appiattita delle foglie. Locuz. nom. Spatola fetida. || Cfr. Ventura, Tractatus de herbis, pp. 429-30.

[1] f Chirurgia di Ruggero Frugardo volg., XIV pm. (fior.), [L.2, cap. 15(bis)], pag. 289.20: Tolli radice di canna e radici di maliterre, radici di bruschi e di spago, [[...]] radici di spatulafetida, foglie d'alloro, ugualmente di tutte... || Corpus OVI.

[2] Thes. pauper. volg. (ed. Rapisarda), XIV (sic.), cap. 135, pag. 75.17: Pigla quandu la luna esti a li .xxi. iornu di la mancatura, pigla et impasta radicata di spatula et radicata di rafanu salvaiu et fandi crispelli...

- Masch. Locuz. nom. Spatolo fetido.

[3] f Maestro Bartolomeo, Chirurgia di Ruggero da Parma volg., XIV (tosc.), [L. 2, cap. 7-9; 13], pag. 262.18: Indello mancamento della luna, quando sarà la luna di dì .xj., togli *** di radice di spatulofetido, che nascono in luoghi secchi et non nascono in luoghi humidi. || Corpus OVI.

3 [Anat.] Osso piatto triangolare, posto sulla parte posteriore e superiore del torace, scapola.

[1] f Chirurgia di Ruggero Frugardo volg., XIV pm. (fior.), [L. 3, Rubricario], pag. 298.15: .xlvij. Del cauterio, il quale si fa al dolore delli homeri e dele spatule, e defecto delgli occhi. || Corpus OVI.

4 [Bot.] Pianta appartenente alla famiglia delle Iridacee (Iris pseudacorus), lo stesso che acoro. || Cfr. Ineichen, Serapiom, vol. II, pp. 53 e 208, dove si dice che il termine «è dovuto a cambiamento di suffisso, la forma normale essendo spatella». L'omografia della forma con l'att. in Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 224, pag. 237.36 (cit. in 1 [3]) suggerisce però una derivazione diacronica dal lat. spatula.

[1] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 253, pag. 266.35: Lo acoro fi chiamà spatulla. E segondo Diascorides el fa le foie simele a quili de li çigy celesti, se no che elle sì è più sotile, più large e più longe. E sì declina a biancheça.