INDEGNITÀ s.f.

0.1 indegnità , indegnitá, indegnitade, indignità , indignitade, indignitate.

0.2 Lat. indignitas, indignitatem (DELI 2 s.v. indegno).

0.3 Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.): 2.

0.4 In testi tosc.: Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.); Cavalca, Specchio di croce, a. 1333 (pis.); S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.).

In testi mediani e merid.: Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.).

0.7 1 Proprietà o condizione di chi non ha valore sufficiente o meriti adeguati a ottenere qsa (in partic. il premio della grazia e della misericordia di Dio). 1.1 Proprietà di quanto non ha valore o pregio. 2 Condizione di chi o di ciò che è moralmente abietto. 2.1 Azione o condotta contrarie alla morale o alla giustizia; vergogna, iniquità.

0.8 Speranza Cerullo 13.04.2017.

1 Proprietà o condizione di chi non ha valore sufficiente o meriti adeguati a ottenere qsa (in partic. il premio della grazia e della misericordia di Dio).

[1] Cavalca, Specchio di croce, a. 1333 (pis.), cap. 26, pag. 118.14: se ogni dì ci ardessimo per lui [[scil. Cristo]], non gli potremmo satisfare, considerando bene il pericolo di questa servitù, ed il modo della liberazione, e la nostra indignità .

[2] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. II, cap. 5, pag. 669.14: Tanto dico contro ad alcune persone che non si curano di comunicare, allegando la loro indignità , ché giammai non sarà quel tempo che abbiano tanta virtude che ne sieno degni.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 2, pag. 15.13: l'Autore [[...]] nota, che sanza grande deliberazione non si dee fare grande impresa: l'una cosa si è la sua fragilitade, l'altra è la sua indegnitade...

[4] f Cassiano volg. (B), XIV m. (tosc.), Coll. 23, cap. 22, pag. 299.14: alcuni [[...]] in tal modo misurano la indegnità e la santificazione e 'l merito de' celestiali sacramenti, che credono che non debbano andare alla Comunione [che] le sante persone e immacolate... || Corpus OVI. Per prob. errore del traduttore o del suo modello lat.: cfr. Cass., Coll. XXIII, 22: «sacramentorum caelestium dignitatem et sanctificationem ac meritum metiuntur».

[5] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 71.26, pag. 96: Quando agli ardenti rai neve divegno, / vostro gentile sdegno / forse ch'allor mia indignitate offende.

[6] Luigi Marsili, Lettere, 1373/78 (fior.), [1378] 8, pag. 494.13: Dio raguarda alla vostra divozione più che alla mia indegnità .

[7] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 13, pag. 31.11: nello specchio della bontá di Dio dico che cognosce l' anima la sua indegnitá nella quale è venuta per la colpa sua.

1.1 Proprietà di quanto non ha valore o pregio.

[1] Contemptu mundi (I), XIV sm. (tosc.), cap. 8, pag. 87.11: O vile indegnitá dell' umana condizione, indegna condizione dell' umana viltá!

2 Condizione di chi o di ciò che è moralmente abietto.

[1] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, cap. 4, pag. 92.5: Non vedi tu quanta vergogna a' rei le dignitadi aggiungano? Certo, men si manifesterà la loro indegnitade, se di niuni onori chiariscano.

[2] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 3, cap. 8, pag. 248.21: elli non stimava, che la republica fosse coperta di tante tenebre, che infino a questa indignitade si venisse.

[3] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 20, vol. 1, pag. 155.23: e quanto alla gola, e quanto alla lussuria, poco e breve è il diletto per rispetto del fastidio, e vituperio e danno [[...]]. L' ottava si è la sua indegnità ; onde dice Seneca, nella voluttà nulla cosa trovo magnifica, o che si convenga a natura prossima a Dio.

[4] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. II (ii), par. 26, pag. 133.17: egli è tanta la indegnità e la iniquità del peccare e adoperare contro a' comandamenti di Dio che, se la sua misericordia non fosse, alcun nostro merito mai ci potrebbe nel suo amore ritornare.

[5] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 31, pag. 60.17: mira costoro che volontariamente s' anniegano, e mira in quanta indegnitá essi sonno caduti per le colpe loro.

[6] f Agostino da Scarperia (?), Città di Dio, a. 1390 (tosc.), L. 6, cap. 9, vol. 3, pag. 52.9: perché amendue [[scil. le teologie teatrica e civile]] sono di simigliante disonestade, stoltizia, indegnitade, e falsitade; non piaccia a Dio, che dalli uomini religiosi nè da questa nè da quella sia sperata vita eterna. || Corpus OVI.

2.1 Azione o condotta contrarie alla morale o alla giustizia; vergogna, iniquità.

[1] f Deca quarta di Tito Livio, a. 1346 (fior.), [VI.29], vol. 6, pag. 56.21: si s'innasprirono gli animi per la crudelità e indegnità della signoria... || Corpus OVI.

[2] Deca terza di Tito Livio, XIV m. (fior.), L. 6, cap. 40, pag. 163.2: Mutine non portò la indegnità della ingiuria...

[3] f Giustino volg. (ed. Vaccaro), c. 1391/96 (fior.), L. 42: la pregione non avea tolto via li odiosi animi, e ancora la indegnità delle ingiurie aveva inasperito quelli. || Corpus OVI.